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Friday, July 18, 2008
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Ricetta raccontata: la Panzanella.
Current mood: hungry
Category: Food and Restaurants

La Panzanella e' un tipico piatto estivo della tradizione contadina della Toscana, insieme alla pappa al pomodoro. A me piace molto e lo trovo gradevolmente equilibrato, composto com'e' da cereali e verdure diverse. Della ricetta fa parte anche il pomodoro, notoriamente bandito dalla tavola dei macrobiotici, perche' e' della famiglia delle solanacee (che contengono la velenosa solanina) e perche' e' molto acidificante. Personalmente ne mangio in piccole quantita' soltando nella stagione caldissima, quando la terra lo produce naturalmente senza bisogno di serre e fertilizzanti chimici. Quindi preferisco quelli dell'orto, nel Mugello, del mio amico Riccardo, o quelli dell'orto in Assisi del mio amico Giuseppe, cuoco dell'Ostello della Pace, dove organizziamo qualche corso di cucina ogni tanto. Ne compro raramente e solo se biologici, meglio biodinamici. Vi dico pure che in alcuni ristoranti macrobiotici ho assaggiato una panzanella in cui erano sostituite ai pomodori le carote (per dare quel rosso/arancione caratteristico del piatto): buona ma un'altra cosa…
Fatta questa ampia premessa, vi dico che sui pomodori ritorneremo presto, passo a raccontarvi come si fa la panzanella e come la faccio io.
E' molto semplice: si usa il pane toscano raffermo, quello senza sale (che quando arrivai a Firenze trovai terribile ed ora invece – quando ne mangio ogni tanto - mi piace molto), lo si fa ammollare in acqua fino a che sia spugnoso, quindi lo si strizza per levare acqua residua e gli si aggiungono – a crudo – pomodoro, cetriolo, cipolla, lattuga e basilico lo si condisce con aceto, olio extravergine d'oliva e sale.
Come la faccio io: uso pane bio ai cinque cereali che compro appositamente per farlo seccare e quando e' ben raffermo lo passo sotto l'acqua rompendolo a pezzi e passando poi ogni singolo pezzo ancora sotto l'acqua per pochi secondi. Al contrario di molti che lo coprono di liquido fino a che diventa poltiglia che poi spremono. A me, invece, piace a tocchetti spugnosi si, ma non troppo umidi, quindi continuo a passare sotto l'acqua fino al punto giusto tutte quelle parti che sono piu' resistenti a spugnarsi. Quando il pane (con mezzo chilo ci faccio tre o quattro porzioni) e' a punto lo irroro con un poco di aceto di mele in cui ho previamente sciolto il sale marino (q.b.). Poi aggiungo il pomodoro dell'orto da insalata oppure i ciliegini bio (come in questo caso perche' ero in citta'), il cetriolo (sempre dell'orto) tagliato a rondelle divise in quattro, la cipolla di Tropea tagliata a mezzaluna, insalata mista di lattuga e rucola e foglie intere di basilico …come se piovesse. Anche per il basilico i macrobiotici storcono il muso (troppo yin), ma me ne frego perche' qualche foglia d'estate nelle nostre regioni quando fa caldo piace e ci vuole perche' rinfresca. A questo punto condisco con olio extra vergine bio d'oliva (q.b.) e, dopo aver girato nella scodella il tutto stile insalata, lascio riposare qualche minuto prima di servire.
Non vi ho pero' ancora detto che: pomodori e cetrioli li tratto previamente, dopo averli tagliati e messi in apposite scodelle separatamente, con abbastanza sale da far perdere loro parecchia acqua e , dai pomodori, anche parecchi semini (che sono i piu' acidificanti).
Naturalmente questo post e' a beneficio dei non toscani, i quali non me ne vorranno se ho proposto questa semplicissima ricetta poco conosciuta altrove e che porta tanta gioia e freschezza a tavola quando fa caldo!
Buon appetito!
2:15 AM
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Thursday, July 17, 2008
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"Mangio tutti i giorni da MC Donald e non sono ancora morta..."
Current mood: impressed
Category: Food and Restaurants

Una simpatica blogger di myspace, che non voglio mettere in croce citandola, ha scritto in difesa di Mc Donald e di quello che vi si vende. Lei ci va a mangiare tutti i giorni, rispetta il carico di calorie giusto, cioè quello spiegato sulle tovagliette di carta, e…, dice, non è ancora morta… Ha 18 anni ...
Dunque, perché accanirsi tanto – lei si chiede - contro questo distributore sano di felicità che è Mc Donald (la definizione è mia) ?
Morgan Spurlock, insieme alla sua fidanzata vegetariana, ha girato un reality film in prima persona nutrendosi per un intero mese soltanto in uno di questi fast food.
Si è fatto visitare da una equipe medica prima e dopo …la cura. La sua taglia è diventata una super-size e tutti i valori delle sue analisi sono mutati… indovinate come!
Mangiare male non porta sempre e subito alla morte, ma fa cambiare parecchio la qualità della propria vita, indirizzandola verso una disarmonia non solo interiore ma anche materiale e relazionale. E, se si mangia molta carne, ciò fa cambiare anche la vita degli altri abitanti del pianeta, come abbiamo già visto…!

1:30 AM
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Wednesday, July 16, 2008
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Siete molto attenti nel mangiare??? Allora vuol dire che…
Current mood: quixotic
Category: Food and Restaurants

Cercare di cucinare bene la nostra vita significa anche studiare, apprendere e praticare, sempre con tanta modestia e curiosità, altrimenti ogni sforzo di salutogenesi è vano!
George Ohsawa, giapponese, amava ripetere a proposito della cucina:
"La teoria senza la pratica è inutile"
ed infatti le parole raggiungono ben presto una massa critica
e devono essere interrotte; e poi aggiungeva anche
" e la pratica senza la teoria è dannosa"
perché è pure vero che è ciò che sta dietro alle ricette
che dà profondità e spessore alle scelte nutritive… e più coerenza.
Molti, invece, ripetono il ritornello del mangiar bene: cerchiamo di stare "attenti" in famiglia. Che espressione stupenda: io sono uno che sta attento nel mangiare!!! Ma, vorrei sapere, attento in base a quali conoscenze, quali studi ed approfondimenti??? Quelli della pubblicità, quelli dell'offerta luccicante dei banconi preparati secondo ferrei criteri di marketing, quelli di cui sentiamo dire agli amici o nei salotti che frequentiamo, oppure sotto l'ombrellone d'estate? O meglio che leggiamo di sfuggita su qualche giornale? Ma ci siamo mai interessati attivamente alle conseguenze che il cibo produce in noi? Magari sperimentandone e osservandone gli effetti? Desideriamo sempre e solo le cose buone, belle e smaglianti… quelle che mangiano e/o desiderano mangiare "gli altri", quelle che si trovano al supermercato ad altezza degli occhi, quelle che ci hanno insegnato da piccoli a mangiare, marchiandoci...a vita!
E così il nostro karma biologico rimane inchiodato al palo e restiamo come hanno deciso i nostri genitori e progenitori! Impariamo piuttosto qualcosa dall'idea orientale che nel cibo, oltre ai macronutrienti, cioè alle proteine, grassi e carboidrati, e micronutrienti cioè minerali e vitamine, c'è anche qualcos'altro…
In "Polarità tra Oriente e Occidente" Rudolf Steiner ha scritto: "Se onoriamo l'oriente per la sua spiritualità ci deve essere peraltro chiaro che noi dobbiamo formare la nostra propria spiritualità sulla base del nostro inizio occidentale. … Faremo quello che è giusto per il rispetto e l'amore per quella spiritualità … se aggiungeremo al rispetto la forza e un assiduo lavoro sulla base di quello che oggi forse in occidente è ancora non spirituale, ma porta in sé il germe della spiritualità."
Una volta Van Gogh così scrisse al fratello Theo: "Se studiamo i pittori giapponesi, vediamo uomini incontestabilmente semplici, filosofi ed intelligenti, che passano il tempo a fare cosa? A studiare le distanze tra la terra e la luna? No! A studiare la politica di Bismark? No! Studiano un solo filo d'erba. Ma, a poco a poco, questo filo d'erba li porta a disegnare tutte le piante, poi le stagioni, i grandi aspetti dei paesaggi, infine gli animali e le figure umane… Quello che ci insegnano questi giapponesi così semplici, i quali vivono nella natura come se fossero fiori, è quasi una religione".
1:30 AM
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Tuesday, July 15, 2008
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Bocca: cibo che entra e nutre noi, parole che escono e nutrono altri...
Current mood: content
Category: Food and Restaurants

2:00 AM
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Friday, July 11, 2008
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Ricetta dolce: cornettONE a colaziONE!
Current mood: artistic
Una variazione sulla colazione della mattina che è anche un buon dessert. Si ottiene con una discreta base di pasta briosciata che, a mio parere, è centomila volte più buona e gustosa di quella di quei cornetti terribili che per tanti anni ho mangiato nel mio passato ( che io chiamo la mia precedente vita) insieme all'indigesto caffè macchiato a schiuma… pensate voi! cornettONE a colaziONE Ingredienti per la pasta briosciata: - 250 gr di farina tipo "..0".. , possibilmente setacciata per dare più leggerezza
- pizzico di sale marino integrale
- un cucchiaino di cannella
- 10/18 grammi di cremortartaro a seconda stagioni (lievito per dolci, più in inverno e meno in estate);
- 90 gr. circa di acqua tiepida
- 50 gr di olio di mais
- 70 gr di malto di mais
- buccia grattugiata di un limone, oppure 5 gocce di olio essenziale
- mele q.b.
- marmellata di albicocche o di frutti di bosco
Preparazione: Mescolare e amalgamare separatamente gli ingredienti solidi e quelli liquidi, quindi unirli e fare un impasto di consistenza morbida ma che non si attacchi alle mani (eventualmente, aggiustare lievemente di farina o di acqua). Fare una prima lievitazione di almeno mezz'ora. Formare dei quadrati di pasta stesa (per riempirli trasversalmente al centro con mele e marmellata) di circa 15/20 cm di lato.
Spalmarci marmellata senza zucchero (con malto) e mele (qualità da forno: renette o analoghe) a spicchi. Chiudere due lembi opposti lasciando scoperti gli altri due, tali da far fare capolino al ripieno. Dare la seconda lievitazione per ancora una mezz'ora circa. Poi infornare con temperatura a circa 180 per 20minuti circa, si varia con i forni, controllare sin dai 12 minuti!
Quando è pronto si può "lucidare" spennellando con malto di mais sciolto in acqua calda.
5:00 AM
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Thursday, July 10, 2008
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Wednesday, July 09, 2008
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I love potatoes
Current mood: adventurous
Un recente e stimolante elzeviro del saggista Guido Ceronetti (Sole 24 Ore 29 giugno, pag.33) elenca - per 77 righe di seguito - tutto quanto storicamente e culturalmente si può dir male della patata. L'autore, notoriamente un vegetariano che ho incontrato più volte proprio in un ristorante vegetariano di Firenze, conclude – nella 78ma riga - con le seguenti parole: …intanto, con un pochino di sale… .... .. .. Le patate sono buone, specialmente fritte, vero? Appena le vediamo, ci rapiscono il cuore… .. .. Il problema, però, non è – come al solito – rappresentato dal dogma se mangiarne oppure no. Bisogna conoscere gli effetti che le patate provocano e decidere se mangiarne continuamente, come fanno quasi tutti (non devono mai mancare in casa), o soltanto saltuariamente o, addirittura, evitarle proprio. .. .. Nelle religioni induiste era ritenuto un alimento tamasico, cioè del grado materialistico più basso e più lontano dagli dei, quindi incapace di "re-ligere", che è l'etimologia della parola religione, incapace dunque di aspirare a legare ..la Terra.. con il Cielo. .. .. Perché – come ho scritto in un precedente post - le scuole dello Zen Macrobiotico (alimento velenoso per la solanina, raffreddante ed estremamente yin) e quella steineriana-antroposofica (tubero che allontana dallo spirito per portare verso il materialismo) ne scoraggiano l'uso? .. .. Attenzione ai rischi diretti ed immediati della patata: le velenosissime germinazioni sopra la buccia, i punti neri sulla polpa, le macchie verdi! Se la lessate mangiatela subito altrimenti sviluppa un batterio molto nocivo, già dopo alcune ore. .. .. A cosa sono dovuti, secondo voi, i detti popolari "sacco di patate", "spirito di patata", "naso a patata" etc.? Perché questa sana diffidenza verso la patata, ben radicata nel profondo della coscienza popolare, ma non tanto in superficie? .. .. ..intanto, con un pochino di sale… fritte…....
7:30 AM
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Tuesday, July 08, 2008
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Il vecchio che abbracciava gli alberi.
Current mood: energetic
"Sono nipote di un uomo che la morte lo attendeva all'ospedale dove lo stavano portando, scese nell'orto ed andò a dire addio agli alberi che aveva piantato e curato, piangendo e abbracciando ognuno di essi, come se di esseri amati si fosse trattato. Quell'uomo era un semplice pastore, un contadino analfabeta, non un intellettuale, non un artista, non una persona colta e sofisticata che decideva di lasciare questo mondo con un grande gesto che la posterità avrebbe ricordato. Si sarebbe detto che stava salutando ciò che fino a quel momento era stato di sua proprietà, ma di sua proprietà erano anche gli animali che gli davano da vivere e lui non andò da loro per salutarli. Si accomiatò dalla famiglia e dagli alberi come se per lui fosse stato tutto la sua famiglia.".... "Questo episodio è accaduto, è reale, non è frutto della mia immaginazione." José Saramago Google ha creato un nuovo motore di ricerca per aiutare la ripopolazione della foresta amazzonica e dei boschi di tutto il mondo. Si chiama www.ecoogler.com e funziona gratuitamente nel medesimo modo del motore tradizionale, mostrando gli stessi risultati: ogni volta che lo usiamo il pianeta sarà arricchito di una foglia e… tante foglie fanno un albero!....
5:00 AM
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Monday, July 07, 2008
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Nel mais i geni della mosca: per cortesia parliamone!
Current mood: pissed off
Una proposta trasversale a tutte le cucine: difendiamo il mondo del cibo dagli o.g.m.
Le sacrosante battaglie d'opinione contro gli OGM hanno tutte una base biochimica e scientifica! Ma c'è anche un altro aspetto fondamentale, comunemente ignorato, quello energetico da non sottovalutare. Il mondo vegetale ed il mondo animale sono opposti: l'essere umano inspira ossigeno e rilascia anidride carbonica, la pianta attrae anidride carbonica e rilascia ossigeno, eccetera, eccetera, eccetera. Dunque la modifica genetica porterebbe anche grossi scompensi (yin-yang) sotto altri aspetti (per i quali non è questa la sede per una trattazione…) e la nostra alimentazione ne verrebbe ulteriormente squilibrata e disarmonizzata. Uno studio dell'Università di Barcellona ha dimostrato che nell'Europa mediterranea la coesistenza fra coltivazioni OGM e colture biologiche e' impossibile. Il Presidente di FederBio, l'organizzazione unitaria dell'agricoltura biologica italiana, ha dichiarato: "Nella regione dell'Aragona dal 2004 al 2007 la coltivazione del mais biologico e' calata del 75% a causa dell'impossibilita' di certificare il prodotto per la contaminazione derivante dalla coltivazione in pieno campo di mais BT geneticamente modificato, che in quella regione ha raggiunto nel tempo oltre il 40% delle superficie coltivata a mais". Fabrizia Pratesi di EQUIVITA ha inviato ad alcuni esponenti del governo….... continua oggi sul Blog di Beppe Grillo
7:30 AM
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Friday, July 04, 2008
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Ricetta: Evitiamo la fissità con il bulgur!
Current mood: imaginative
Tra i principi della macrobiotica, c'è anche quello di evitare la fissità: mangiare tutti i giorni la stessa cosa nella stessa occasione. Per esempio, e ne abbiamo già parlato, cappuccino e brioscia. Allo stesso modo, mangiamo a tavola sempre il medesimo cereale, il grano, e sempre ridotto in farina, pane e pasta. Non mangiamo, se non raramente, altri cereali come riso, orzo, miglio, avena, mais; e se li mangiamo sono quasi sempre raffinati e non integrali e non in chicco. A metà tra l'oriente che mangia il chicco e l'occidente che mangia la farina, c'è il medio oriente dove si mangiano cous cous e bulgur, a metà strada, appunto, tra chicco e farina. Questo è un invito a variare maggiormente i cereali presenti sulla nostra tavola per accompagnare i legumi e le verdure: fa molto bene anche alla …psiche, perché ci aiuta a comprendere che tante altre cose nella vita sono suscettibili di variazione e cambiamento. Bulgur allo zenzero
Ingredienti: bulgur, cipolle gialle, buccia di limone grattugiata, succo di limone e di zenzero fresco, mandorle tritate a pezzettoni, sale e prezzemolo.
Preparazione per tre/quattro persone: una tazzina da caffè (un volume = 50 gr circa) di cereale e 2 volumi d'acqua (o brodo vegetale, fresco o con dado senza lievito) con pizzico di sale: far bollire l'acqua in pentola e quindi aggiungere il bulgur a pioggia che si cuoce (in venti/trenta minuti) fino ad assorbimento (attenzione: regolare l'acqua per la cottura delle diverse qualità di bulgur, avendo pronto affianco un pentolino con brodo caldo da aggiungere).
Tagliare le cipolle a mezzaluna e saltarle in padella con olio e sale. Quando il cereale è pronto versarlo nella padella dove si è saltata la cipolla, aggiungere la buccia grattugiata di due limoni e le mandorle. Spremere il succo di limone e quello di zenzero in modo abbondante, girare per un minuto e guarnire con prezzemolo prima di servire.
7:00 AM
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