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Monday, March 31, 2008
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A Eterno Memento
Current mood: Schadenfreude a manetta!!
Certe cose nella vita riescono veramente a farti sentire meglio, ogni tanto...

(Grazie Igor!)
02:10
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Thursday, February 14, 2008
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La Citazione del Giorno
Current mood: stalked
"Il 1 gennaio auguri un buon anno... al compleanno auguri che tutto possa andare sempre meglio ecc... ma all'onomastico cosa cazzo auguri?? Un cammino di santità???"
Da una mail di Serialkillers.it

02:50
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Thursday, February 07, 2008
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La Fabbrica delle Spogliarelliste Ebbre
Current mood: ecstatic
Venera anche tu il Flying Spaghetti Monster: nel LIBRO SACRO DEL PRODIGIOSO SPAGHETTO VOLANTE troverai le Domande alle Risposte sulla Vita, l'Universo, Tutto Quanto & Oltre, imparerai ad amare i Pirati e scoprirai tutto - ma proprio tutto - sui Vulcani di Birra e le Fabbriche di Spogliarelliste. Come lasciarselo sfuggire?

Abbandonati anche tu tra le sue accoglienti, pappardellose appendici!
22:31
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Friday, January 11, 2008
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Qualcosa di Estremamente Inquietante
Current mood: uncomfortable
Brr. Oggi in pausa pranzo ero alla libreria del Giallo e un libro (che altro, sennò?) ha colpito la mia attenzione, soprattutto per la fascetta su cui campeggiava la scritta "SE TU SAPESSI CHE QUESTO LIBRO E' MALEDETTO LO LEGGERESTI LO STESSO?" Come poter resistere a questo succulento invito? L'ho ovviamente preso subito e me lo sono portato al lavoro, senza nemmeno aprirlo. Cinque minuti fa mi sono affacciata alla finestra del mio ufficio, fumando di nascosto una sigaretta e cercando di leggere Che fine ha fatto Mr Y. nella smorta luce invernale quando ho attaccato le prime righe, che dicono testualmente: "Ora tu... Sono affacciata alla finestra del mio ufficio, fumando di nascosto una sigaretta e cercando di leggere Margins nella smorta luce invernale quando odo un rumore mai sentito prima". A quel punto ho udito un rumore mai sentito prima: il gemito di terrore che è uscito dalle mie labbra...
SE IO SAPESSI CHE QUESTO LIBRO E' MALEDETTO LO LEGGEREI LO STESSO?
E soprattutto: cazz'è Margins????
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Currently
reading
:
The End of Mr. Y
By
Scarlett Thomas
Release date: 02 October, 2006
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08:00
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Sunday, June 10, 2007
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Sulla via di Damasco
Current mood: contemplative
Non è possibile. La conversione "à la Innominato" può esistere veramente? Può davvero succedere di rigettare tutte le proprie convinzioni a favore di una Verità opposta ma ineluttabile?
Sono atea da 32 anni. Sono atea da quando mi conosco. E fino a adesso niente e nessuno è mai riuscito ad avvicinarmi a qualsivoglia credo/fede/convinzione pseudoreligiosa.
Fino a adesso.
Io, un tempo cieca e materialista, ancorata alle vecchie teorie come una cozza sugli scarichi di una fabbrica di vernici tossiche, vedevo solo l'approccio scientifico delle teorie evolutive: richiedevo ingenuamente un metodo scientifico,che comprendesse l'osservazione di un fenomeno, la formulazione di un'ipotesi, prevederne le conseguenze, la sua verifica sperimentale, trarne delle conclusioni e valutarle. Credevo alla popperiana falsificabilità di una teoria scientifica.
Ridevo dell'Intelligent Designer dei creazionisti, al quale non è mai stato voluto dare un nome e un perché, un volto o una definizione.
Prima di conoscere la chiesa pastafariana del Flying Spaghetti Monster, Colui da Cui è Nato Tutto.
E se fino a qualche ora fa ero una convinta peccatrice in quanto atea, darwinista ed evoluzionista, non ho potuto trovare un solo argomento che smontasse la teoria – che dico: la religione! – fondata dal mio nuovo eroe Bobby Henderson.
L'ID c'è, e ha un nome e un volto:

Il Flying Spaghetti Monster è il nostro colloso creatore, un cumulo di spaghetti con due polpette al posto degli occhi che ci ha dato la vita grazie al suo spaghettoso tentacolo.
Se dobbiamo tornare alla religione per spiegare i processi evolutivi, allora facciamola credibile.
E io ci credo. È molto più plausibile, se non altro, di ogni altra figura divina che hanno provato a propinarci per ora. Per citare Borges: "L'idea di Dio, di un essere sapiente e onnipotente che, in più, ci ama è una delle creazioni più audaci della letteratura fantastica". Se qualcuno avesse ancora dei dubbi riguardo alla bontà delle dimostrazioni di Henderson, si può comunque dare un occhio alla sua inoppugnabile teoria sull'aumento della temperatura terrestre negli ultimi secoli, che viene spiegata tramite un accurato grafico:

Come si può vedere, risulta chiarissimo che "Il riscaldamento globale, i terremoti, gli uragani e gli altri disastri naturali sono conseguenza diretta della diminuzione del numero dei pirati fin dal XIX secolo. È stato fornito un grafico che prova la proporzionalità inversa tra il numero dei pirati e la temperatura globale. Questo mostra che non è vero che la correlazione implica la concausa".
E sfido qualcuno a smontare con le armi della scienza una teoria così suggestiva e rigorosamente scientifica.
Ramen.
(per maggiori particolari potete trovare il sito ufficiale dei Pastafariani a http://www.venganza.org/)
Accorri numeroso!
01:00
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Sunday, April 29, 2007
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Non Vale!
Current mood: drunk
Non esiste. Vero è che la mia voglia di scrivere in un blog (bleagh) è pari a zero, e che il discorso sugli 'intraducibili' richieda una lunga trattazione che non ho tempo né tantomeno necessità di fare qui, ma ritengo che sia perlomeno VERGOGNOSO che non ci sia un sito italiano in tutto il web che parli della parola "OLFRYGT". Una parola in danese vichingo che tratta di un problema che accomuna tutti i popoli e tutte le società - da quelle tradizionali a quelle moderne - e che racchiude un dilemma esistenziale che nessun'altra lingua si è presa la briga - e la responsabilità - di codificare in una parola di senso compiuto. In sintesi, OLFRYGT significa una cosa sola, una cosa che l'umanità intiera ha provato, subìto dolorosamente sulla sua pelle. Una cosa contro la quale ha combattuto, vincendo o perdendo, ma che rimane come archetipo universale e icona della sua battaglia contro forze superiori alla sua volontà, che ne minano il libero arbitro. In poche parole, "olfrygt" ha questo, letterale, significato: "paura di rimanere senza birra". E se qualcuno non l'ha ancora provata, che smetta pure di bazzicare da queste parti. Non c'è malto altro da dire. Attenti al luppolo.
16:26
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Thursday, April 12, 2007
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Una fune precaria per Terabithia (SPOILER! ..e porta pure MERDA, ma quando va detto va detto).
Current mood: crappy
Un ponte per Terabithia
La critica è unanime: si grida al capolavoro, si osanna alla profonda levità con cui viene trattato un argomento considerato ormai da anni tabù: la morte infantile, la morte dei bambini per i bambini. La morte che, per una volta in un film per ragazzi, non viene sconfitta, non viene eliminata, non viene sublimata tramite improbabili revenant o viaggi di iniziazione compiuti i quali l'ex defunto torna miracolosamente in vita; non ci si sveglia da un sogno per scoprire che non è successo niente. Nulla da fare, anche se è un film per bambini, i morti sono morti, e – coincidenza! – proprio come nella vita vera, bisogna fare i conti con la loro perdita.
Niente dal trailer (costruito ad hoc per convogliare orde di ragazzini sulla scia di kolossal fantasy come Il Signore degli Anelli o Le Cronache di Narnia) fa presumere anche solo lontanamente che qui il fantastico è solo accennato, di cornice; nulla lascia solo intuire il dramma che sconvolgerà gli spettatori ignari a tre quarti del film. E infatti, critica a parte, scorrendo i commenti del pubblico sui vari siti e blog, la reazione che prevale è quella dello sconcerto, dello spiazzamento, a volte dell'indignazione.
"Ma come?" si ergono genitori furenti, "Ho portato a mio figlio a vedere un fantasy, un film d'evasione e mi sono ritrovato a fare i conti con discorsi ai quali lui, ai quali io, non ero preparato".
"Ma come?" continua unanime il grido, "Se lo avessimo saputo non saremmo mai andati a vederlo, o ci saremmo preparati con un bel discorsetto studiato, sull'ineluttabilità della morte o su come bisogna stare molto attenti quando si gioca nel bosco da soli, ringraziando che per fortuna di questi tempi di boschi se ne vedono pochi".
Ma come? Perché la morte – e sarò più cattiva – perché la morte di un bambino è una cosa che va preparata, studiata, programmata? Perché la morte (e scusate se insisto con questo termine brusco, dannatamente rétro, demodé e terribilmente out, di questi tempi) è una cosa pianificabile?
Perché deve essere, e rimanere, una cosa relegata nella soffitta del non detto, o del lo-diciamo-solo-quando-se-ne-presenterà-l'occasione, cominciando con "vedi, il nonno era taaanto vecchio" passando per il "sai, la vita non è sempre rose e fiori" e finendo con "queste cose succedono a tutti, ti ho preso un paio di libretti scritti da pedagoghi e luminari apposta per voi piccoli in cui ti insegnano a elaborare il lutto in maniera mirabilmente costruttiva"?
Eh già. Perché nella vita, quella vera, quella che non è televisione o videogioco o letteratura d'intrattenimento, non si muore mai, vero? E soprattutto, non si muore mai all'improvviso? Non si muore mai da piccoli? E dico in tutta quella vita lontana dalle ore dei pasti, in cui il telegiornale non si perita di mostrarci immagini di incidenti, di guerre, di cadaveri, ma poi basta aspettare un momento e – oplà! – c'è il servizio sulla pedicure dei cani o, con una funambolica acrobazia della falangetta, zac!, si cambia canale e vediamoci un po' il cartone animato con cui, raccolte sette sfere del drago faremo tornare in vita i nostri amici morti!
Quello che voglio dire è che morire capita. E può capitare anche lontano dalle guerre, dagli ospedali, e dalle lamiere contorte e arroventate dei disastri aerei e degli incidenti automobilistici. Lontano dall'appuntamento fisso con la faccia di circostanza di uno speaker d'oltrecatodo che ci annuncia un'altra tragedia di cronaca, ma vicino a qualcosa di più concreto e reale con cui non abbiamo fatto i conti che siamo noi stessi, la nostra vita quotidiana.
Può capitare che, in un giorno assolato di primavera, la sottile fune che unisce la nostra precaria infanzia all'ancora più precaria adolescenza si spezzi all'improvviso, e che non ci sia nessuno a salvarci dal fiume che scorre eternamente in piena sotto ai nostri piedi.
E forse è meglio scoprirlo al cinema, in un pomeriggio impreparato in cui speravi di vedere effetti speciali e battaglie di celluloide, che venire accolto dalla faccia che non riconosci dei tuoi genitori che, appena tornato a casa felice dopo una giornata trascorsa fuori, infliggono il colpo finale alla tua infanzia cercando di spiegarti impacciati perché da oggi la tua migliore amica non potrà mai più giocare con te…
05:21
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Friday, March 30, 2007
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Addiacciante
Current mood: devious
Grazie a una soffiata ho scoperto QUESTA FOTO su una rivista per appassionati di 007. Eccola in tutto il suo splendore (refuso compreso)!
.. ">
Be', alla fine in qualche modo ho avuto il mio Seduction Case...
Grazie, Edward ;-)
06:05
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Thursday, February 15, 2007
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MINI Seduction Case
Current mood: bouncy
Va bene, va bene... Preso atto della scarsissima affluenza di Seduction Case per San Rivoltino, lì, passo a una proposta più seria. Ok, 18.000 euro per l'onomastico non si spendono, per il compleanno magari sì, o anche per Natale, ma per il 14 febbrajo decisamente no. Ed ecco, allora, che - come per magia - vi offro una scappatoja: Il MINI seduction case!

E' vero, lo champagne rimarrà un po' caldino, ma in fondo si eviteranno fastidiose congestioni. E nada caviale, ma ci si potrà accontentare delle Pringles del minibar... E per ovviare alla musica, nessun problema: quasi tutti gli alberghi hanno la TV che prende Videomusic. E questo costa solo 2700 euri. Non avete più scusanti.
02:31
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Friday, February 09, 2007
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007 Seduction Case
Current mood: giggly

Chi me lo compra? Oggi non riuscivo a staccarmi più dalla vetrina: Lo "007 Seduction Case Casino Royale" prodotto da S. T. Dupont comprende:
Portachampagne (e champagne), portacaviale (caviale incluso, of course!), zippo griffato 007, 2 candele nere, soliflor (parola appena imparata, chi non la sa vada a vedere sul vocabolario, lo consulto molto più spesso da quando ho scoperto che è in ordine alfabetico!), due calici in Baccarat, lettore Mp3 con casse, un "Do Not Disturb" in metallo da appendere sulla maniglia dell'albergo, tutto in una pratica valigetta da 1,5x1 METRI. Peso approssimativo: non meno di una quarantina di Kg. Il prezzo? Una bazzecola: appena 18,000 euri.
Un sobrio regalino per S. Valentino. O, se avete paura di compromettevi, per il mio onomastico.
Grazie già da ora!
01:46
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