J.C.B.

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Aug 18, 2008

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Sunday, August 17, 2008

Foto

Le foto dei bambini "trattati" con il defoliante lasciano senza fiato. Pochi visitatori riescono a guardarle. Nessuno parla.

La ragazza che mi accompagna e fa da guida in questa parte del Vietnam mi aspetta sulla Toyota a noleggio. Eravamo d'accordo che sarei entrato da solo.

"Come è andata?"

"E' stato impressionante, immagini insopportabili"

Sto pensando ad altre cose da dire, per esempio che non c'è stata nessuna forma di giustizia (né penale, né come compensazione monetaria, né morale: neanche uno straccio di dichiarazione di scuse, niente).

"Si, sono immagini terribili. Ma qui è rappresentato solo il nostro punto di vista, è interessante sentire anche quello degli americani, quando vengono qui."

"E cosa dicono?" Mentre la sento parlare sto pensando che è incredibile: questa ragazza di un paese povero, poi completamente distrutto dalle guerre per l'indipendenza contro i francesi e gli americani, con milioni di morti (anche della sua famiglia, come mi racconterà), che non ha ricevuto nessun tipo di indennizzo e ha quindi avuto anni di sofferenza e di fame anche dopo la fine della guerra, vuol sentire l'altra campana? E non è la sola, la stessa cosa l'ho sentita ad Hanoi.

Certo, come da noi. Mi immagino, nelle nostre democrazie formali, il governo mentre manda gli aerei a bombardare la Jugoslavia, dire le stesse cose.

(Ma caccio via l'idea, perché rovinarsi il viaggio pensando a personaggi così squallidi?)

"Ci sono americani che si sono informati, che adesso hanno capito cosa succedeva e per questo tornano come visitatori. Alcuni sostengono programmi per i bambini, per l'educazione o per lo sviluppo.

Altri invece sono convinti di aver fatto la cosa giusta. Vengono ma non vogliono sentire i nostri racconti"

"Ma perché degli americani che, nonostante l'evidenza, sono ancora convinti che la guerra fosse giusta, vogliono tornare qui? Perché non stanno a casa a farsi una grigliata tra veterani?"

Mi sorride.

Cambiamo argomento (meglio), torniamo a parlare del suo prossimo matrimonio. Anche qui le ragazze impazziscono per la cerimonia, e la scarsa/inesistente festa buddista è perdente con le strutturate celebrazioni cattoliche.

(Tutto il mondo è paese, anche in Italia i matrimoni religiosi battono i tristi assessori con la sciarpa e sono più numerosi unicamente per questo motivo)

Lei sta per sposare un cattolico. Non è di nessuna religione, diventerà cattolica in tempo per i festeggiamenti, tra un mese circa.

Voglio le foto, dice che le manderà.

Currently listening :
I-Feel-Like-I'm-Fixin'-to-Die
By Country Joe & the Fish
Release date: 1990-10-25

17:00 - 4 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Thursday, July 17, 2008

La classifica dei 45: Lelio Luttazzi ha presentato……

Hiiiiiiit Paraaaaaaaaaaade!

Chi ha meno di 40 anni non può ricordarsi questo urlo, ma Radio Rai, con questa trasmissione a metà giornata del venerdì, e "Supersonic" tutte le sere, ha aperto la mente e le prospettive di una generazione di baby boomer, oggi (in un caso, esattamente oggi) quarantacinquenni.

(Sto esagerando, però la sigla iniziale e finale di Supersonic, degli Iron Butterfly, bastava a introdurre dei bambini, traviati dalla sorella più grande, al rock psichedelico.)

(Poi la sorella più grande ha mollato il rock psichedelico per passare a Debussy e a pomeriggi interminabili di esercizi di pianoforte, ma questa è un'altra storia) .

(E i baby boomer, pur "di mente così aperta", non hanno combinato un cazzo lo stesso, ma anche questa è un'altra storia.)

L'hit parade di Luttazzi mi è venuta in mente pensando a tre cinquine per il periodo 17 luglio 2007/16 luglio 2008:


Film

5) Non è un paese per vecchi

4) Persepolis

3) Caramel

2) Zodiac

1) Into the Wild

Libri

5) Londonstani (Malkani)

4) Dopo di lei (Tropper)

3) Tutto per una ragazza (Hornby)

2) Absurdistan  (Shteyngart)

1) Posizione libera, potrebbe essere l'ultimo libro di Jhumpa Lahiri, ma devo ancora pensarci.

Senza il vincolo "uscite 2007/2008" il primo posto dei libri letti nell'anno toccherebbe a "A sangue freddo" di Capote.

Musica *

5) Radioactivity (Kraftwerk/Fatboy Slim remix)

4) Back in the day (The Good, the Bad and the Queen)

3) Atlas (Battles)

2) Mischief of Cloud Six (Pepe Deluxe)

1) Quality Soul (Wack Records)

*Ho usato un trucco: versione remixata nel 2007/2008 vale come nuova, anche se l'originale fosse stato composto da Sinuhe l'Egiziano durante la dodicesima dinastia (si lo so, scriveva, non suonava…).

Musica: Premio speciale della giuria: "Star-Crossed Lovers" (Duke Ellington).

Certo, non l'ha composta quest'anno, ma…qualche giorno fa ho sentito questo pezzo sul balcone di casa, di sera. Leggera brezza, quindi zanzare ferme negli hangar, cielo terso. A un certo punto entra il sax di Johnny Hodges che vi catapulta in un locale nel centro di New York o Tokyo, seduti da soli ad un tavolino, da dove state guardando verso l'ingresso. La solita storia: lei era lì fino a poco fa, ma non tornerà più.

(Se una qualunque lei se ne fosse andata, con questa ambientazione e questo pezzo come sottofondo, probabilmente mi sarei gettato nell'East River, per rimanere a tono con la melodrammaticità di tutto quanto.

Per fortuna non succede mai così.)

Currently listening :
Such Sweet Thunder
By Duke Ellington & His Orchestra
Release date: 1999-04-27

10:00 - 13 Comments - 4 Kudos - Add Comment

Sunday, July 13, 2008

Ringraziamo Trenitalia per l’ambientazione

"Eravamo in otto, quattro erano sposati e poi due maschi e due femmine: io e questo qui, e altri due"

Sto leggendo un commento di "Carta" a un libro di Hervè Kempf, che voglio prendere, sulla necessità della decrescita economica, ma anche questo mi sembra interessante. Non sono molto bravo ad ascoltare facendo finta di leggere, ma ci provo.

"Ma alla fine della cena ognuno ha pagato per sé. Cioè, lui era il mio accompagnatore, iniziamo così? Mi sono detta, no, no, a casa subito. Poi quando ho visto la macchina, una Fiesta di dieci anni, chiaro, no? Cioè, sono disperata, ma non fino a questo punto"

A questo punto, come dice lei, si impone un'occhiata per verificare l'entità della disperazione: è giovane, massimo trenta, probabilmente meno. Leggermente abbondante, forse (immancabile, il discorso successivo è sulla dieta che sta facendo) ma in buona forma. Di profilo non sarebbe neanche male, ma quando riesco a vederla di fronte…beh, diciamo che ha aspettato i saldi per comprarsi uno sguardo carino, e purtroppo la sua taglia non c'era più. Quindi ha dovuto tenersi un look, vediamo… come dire…bovindo rende l'idea?

Ma non è questo il punto, quello che sto pensando è: se uno esce con una ragazza, tanto più in gruppo, deve offrirle la cena solo perché l'ha accompagnata?

(mi sento tanto Carrie a chiudere il post con la domanda…)

Currently listening :
The Avengers & other 60’s TV Themes
By Various Artists
Release date: 2002-02-05

15:00 - 11 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Tuesday, June 03, 2008

E’ proprio un bel film (Il divo)

Esteticamente è molto avanti rispetto alla media nazionale

La sceneggiatura è brillante e ha ritmo

La colonna sonora è ottima

Prestazione incredibile di Servillo, a cominciare dalla voce.

Due scene, la festa a casa di Cirino Pomicino e soprattutto la visita alla salma di Evangelisti sono due pezzi di qualità non comune per il cinema italiano. Come non comuni, per le nostre abitudini logorroiche, sono i dialoghi "finlandesi".

Più in generale, il film è sicuramente influenzato dal "Sole" di Sokurov.

 

Non è perfetto, ci mancherebbe.

Per esempio i dialoghi devono pagare una tassa alle continue battute di Andreotti (d'altra parte parlava così, diceva banalità poi riportate dai giornali come distillato di cultura e inestimabile saggezza)

Il personaggio di Fanny Ardant sembra cablato all'interno della storia. Non si capisce chi è e cosa fa lì,  a meno che il regista intendesse con questo preannunciarci che girerà uno sceneggiato RAI su Anna Karenina.

 

Ultima nota: ringrazio gli spettatori della fila dietro la mia, che nei dieci minuti dell'intervallo hanno composto un editoriale dal titolo "E' inverosimile. E' impossibile che milioni di cittadini probi siano stati ingannati per così tanti anni"

E sì, è impossibile. Se fossero accadute le cose raccontate dal film, ce ne saremmo accorti.

Currently listening :
The Best of Tony Hatch & His Orchestra
By Tony Hatch & His Orchestra
Release date: 1997-02-11

15:00 - 7 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Monday, May 26, 2008

Metropolitan Museum of Art

"Va a Cadorna?"

Una signora, in attesa dell'informazione, si è messa sulla porta, con un piede ancora sulla piattaforma.

Tranquillo, alzo la testa (stavo cercando le cuffiette in tasca) e rispondo: "No".

Subito dopo un paio di neuroni si alzano per sgranchirsi le gambe e inavvertitamente si urtano, provocando una scintilla: "G,. perché mai avrebbe dovuto chiederti dove stavi andando?"

"Signora, scusi, signora, sì, sì, va a Cadorna" Ma ormai è lontana qualche metro, si gira, mi guarda, e giustamente (come ci si può fidare di uno che cambia idea ogni cinque secondi?) va a controllare la pianta della metropolitana.

Il treno parte. Pazienza, a quest'ora passano ogni due minuti.

Per un Mankind Watcher quale invenzione migliore della metro?

(Chi è un M.W.? Chi preferisce un punto di osservazione spostato di qualche metro rispetto all'epicentro, mentre c'è chi invece si sente meglio buttandosi delle mischia, ma le differenze non sono grandi. All'occasione, chiunque è un osservatore.)

Quindi, come punto di osservazione, una grande città è meglio di un paesino, un concerto è meglio di una sala di registrazione, un big match è meglio di una partita di allenamento.

E la metro è meglio di tutti gli altri mezzi.

Amo i grandi classici dell'Underground, Londra, New York, Parigi e Tokyo, ma, purtroppo, ho usato il mezzo solo da turista.

La metro deve essere vissuta nell'ora di punta, e usata ogni giorno o quasi. E qui ho esperienza solo su Milano, Roma e Francoforte. Ma a Francoforte il treno è per gran parte una S-Bahn, cioè corre in superficie, e per lunghi tratti in mezzo a giardini, parchi, casette, senza l'indispensabile sensazione di claustrofobia, ressa e stress.

Qualche anno dopo, Roma andava già meglio. Ma anche lì non era la perfezione. Sul mio percorso c'erano troppi turisti stranieri, contenti e eccitati, e quando uscivo all'Ostiense c'era persino gente che stava prendendo il treno per andare al mare, altri che fotografavano la Piramide.

A Milano questo non può succedere, tutti stanno andando a fracassarseli da qualche parte: immigrati, studenti, consulenti di Accenture e di Ernst & Young in Business Suit, impiegati in generale, impegnati a conquistare lo spazio necessario per aprire Metro, City, per piegare l'edizione in Paper Book o per cambiare playlist.

Insomma, qualcosa che crei la sensazione di isolamento.

E, forse, tanti giocano ad osservare le persone, ad indovinare cosa fanno, dove stanno andando, perché cavolo stanno leggendo Cussler o Grisham.

Poi uno in particolare sta lottando contro la tentazione irresistibile di strappare il libro di Allam dalle mani della ragazza a fianco e di lanciarlo dal finestrino.

Currently listening :
Rusty Cage
By Soundgarden
Release date: 1992-04-14

17:00 - 11 Comments - 5 Kudos - Add Comment

Wednesday, April 23, 2008

With Age comes Happiness

Basta con i post complottisti (sto parlando da solo, come tutte le persone di una certà età, e ho cancellato il post precedente).

Come dice Scott Adams, l'autore di Dilbert, non è una buona idea mostrarsi complottisti, anche se si ha ragione.

 

Per esempio, se pensate che Microsoft  stia addestrando segretamente branchi di doberman per poi scatenarli e conquistare il mondo… tenetevelo per voi, non ditelo in giro, vi guarderanno male.

Al momento giusto sarete gli unici a indossare mutande di kevlar e avrete l'ultima risata.

 

Volevo invece scrivere qualcosa su "la felicità arriva con gli anni" (questa sì che sarebbe una novità, a meno che la felicità non consista nel passare il tempo a ripetere "ai miei tempi non era così").

Lo farò, per il momento vorrei segnalare che con il tempo si impara ad eliminare molta roba di una noia mortale.

- Mostre organizzate da amministrazioni senza budget (quella attuale: "Chagall, tre disegni dimenticati in cantina durante un trasloco")

- Rassegne cinematografiche organizzate da conoscenti, con film già visti

- Partite di Coppa Italia, a meno che giochi la seconda squadra piena di riserve che non avevo mai visto prima.

- Dibattiti su Tibet, Birmania, o qualsiasi emergenza in cui mi si chiede di prendere posizione in uno scontro tra militari e preti sul quale non ho informazioni dirette.

Elenco in aggiornamento.

(Invece continuare a conoscere persone e scambiare opinioni e esperienze è sempre più interessante. A tutti sono capitate cose assurde, tutti abbiamo manie imprevedibili. Penso non ci sia niente di più bello)

 

Ma adesso ci penso (se la felicità arriva con gli anni).

19:00 - 8 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Thursday, April 10, 2008

Sei schlau, klau beim Bau*

Tornando dal concerto degli Einstürzende Neubauten stavo pensando che ho bisogno di una macchina, una specie di rilevatore. Un misuratore ipertrofia (dell'ego, dell'io…)

Lo strumento, posto al braccio di una persona e gonfiato come per misurare la pressione, dovrebbe monitorare lo scarto tra l'immagine che abbiamo di noi stessi e la nostra realtà, fornendo poi un risultato.

Per la classificazione dell'analisi degli scostamenti ho pensato a tre categorie fiscali.

L'onesto contribuente: chi è venuto a patti con i propri pregi e difetti. Se ne è fatto una ragione, sa di essere sostituibile e intercambiabile con altri milioni di persone e non se ne fa un grosso problema. E' come un soggetto con ritenuta alla fonte, non sta neanche più a pensarci.

L'incapiente: la persona priva di autostima. Come è impossibile dare sgravi fiscali a chi è sotto il minimo perchè già non paga le tasse, è difficilissimo cercare di dimostrare a chi soffre di complesso di inferiorità quante doti e quante qualità oggettive invece possiede.

E poi c'è l'evasore (dalla realtà). Il personaggio che, per essere inciampato in un'esperienza di successo, per cattiva educazione o altro, si è creato e coltiva un'immagine spropositata di sé e della sua opera.

 

Bargeld è un grandissimo evasore.

 

15/20 minuti di buon impatto sonoro, un bel rumore pieno, da vecchi tempi, con il consueto appoggio di pialle, frese, profilati metallici e di uno strumento che non ho visto bene, ma mi sembrava una turbina di un motore di aereo. Avevamo appena commentato "pensavo peggio", quando i Neubauten si sono spostati verso "atmosfere più rarefatte" "un suono scarno e privo di orpelli" "un ritorno a tonalità essenziali". Insomma, un'ora e mezza (ho guardato l'orologio, controllando che il quadrante non cominciasse a sciogliersi) di distillato di noia purissima, intervallato da continui e insopportabili vaniteggiamenti (vanitosi vaneggiamenti) di Blixa.

 

Vabbè, tra poco arrivano i Battles e i dEUS.

 

*Era il motto dei Neubauten delle origini (Sii un giusto, frega in cantiere), riferito al loro modo di procurarsi le percussioni.

18:00 - 11 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Thursday, March 27, 2008

Happiness only real when shared?

Mc Candless scrive sul diario"Alone", poi "Lonely" e alla fine questa frase.

Ed è così?

Non lo so. Spero che Tolstoj lo sapesse, visto che è un brano di Family Happiness.

Lev Nikolaevic non è descritto come una persona felice. Era arrivato alla conclusione che l’unica soluzione sensata fosse una specie di pacifismo anarchico a sfondo religioso. Quando aveva cercato di mettere in pratica i suoi ideali, liberando i servi della gleba, questi lo avevano guardato di traverso: "Conte, sta cercando di ingannarci, vero? C’è il trucco? No, no, preferiamo andare avanti così come stiamo"

(gli elettori del PD-PDL sono sempre esistiti).

Sua moglie lo capiva ancora meno. Pensava fosse impazzito.

 

(Ma Mc Candless voleva condividere un tramonto e una spiaggia? O il primo dentino e la prima recita dell’asilo?)

(Tra l’altro: Family Happiness è un titolo ironico, Tolstoj descrive "una bella coppia", che, dopo l’entusiasmo iniziale ha idee diverse di felicità. La svolta è annunciata da un’inquietudine strana di Katia "I was tormented by the thought that this happiness cost me no effort and no sacrifice… I wanted to love him in spite of obstacles"

 

Va bene condividere, ma tra tutte le combinazioni possibili quella tra un uomo e una donna è largamente la più improbabile. Quella più difficile da far funzionare, quella che richiede più sforzi, cure continue. E’ evidente che uomini e donne sono stati pensati per fare sesso, eventualmente procreare, ma di certo non per condividere. Alla prova dei fatti l’unione tra un uomo e una donna è contro natura. Non solo paragonata a due persone dello stesso genere, ma soprattutto confrontata con un bambino e un cane, una nonna e una nipote, un supertramp e un vecchio in pensione.

 

P.s. Non c’entra nulla, ma come finisce Family happiness? Con il riconoscimento da parte di Katia di quello che è successo.

"…ended my romance with my husband. The old love remained, and the dear remembrance of what could never come back to me; but a new love for my children and my children’s father, began another life and another way of happiness, up to this hour unending"

Currently listening :
Cover Magazine
By Giant Sand
Release date: 19 March, 2002

18:00 - 8 Comments - 4 Kudos - Add Comment

Saturday, March 01, 2008

Mi da un fastidio tremendo sentire parlare mentre vedo un film.

E vedendo Into the Wild mi è venuto in mente Don Camillo. Non c'entra Guareschi. Dove abitavo da piccolo, il parroco si chiamava così.

 

Un bravo bimbo cattolico (tra i 7 e gli 8 anni) si trovò a messa da Don Camillo (a proposito, non mi dispiace esserlo stato: almeno so di cosa parlo). Da poco era stata "introdotta" la messa per i più piccoli.

Lettura "Il giovane ricco" : vai, vendi tutto quello che hai…

Era la prima volta che lo sentivo: il concetto era facile da capire anche per un bambino.

 

Ma come? Bisogna fare così? Quindi questo è il senso, fare fuori tutto e partire?

 

Poi Don Camillo sale sul pulpito e parla rivolto ai bambini.

"Gesù intende dire che papà deve vendere la macchina?"

Certo, è chiarissimo, penso con un certo timore. L'ho capito anch'io. Ha detto così.

"Ma nooo! Vuol dire non essere troppo attaccati alle cose. Non comprare più di quello che ci serve, non sprecare, non fare i capricci per i giocattoli." Manca che dica "lavarsi i denti prima di dormire".

Mi ricordo che l'idea che dovessimo vendere le nostre cose non mi aveva lasciato tranquillo, ma la spiegazione mi sembra peggio, capisco benissimo che sta sparando palle (i bambini non sono mica scemi).

 

Da quell'età in poi si capisce che tutta la storia non è raccontata per essere applicata: bisogna essere ubbidienti, ordinati, rispettosi, soprattutto non toccare le forme, i riti e le gerarchie. Nella sostanza si può fare un po' come cazzo si vuole, la cosa fondamentale è non dirlo in pubblico. La doppia morale, insomma, su cui è costruita tutta la struttura.

 

E una serie di commenti ad alta voce ascoltati durante "Into the Wild" o "Couscous", mi hanno riportato lì.

 

Bruciare i soldi? Eh, non esageriamo adesso, queste sono cose da film. (mi immagino anche "basta non fare del denaro un feticcio", come se fosse anche minimamente possibile. Oppure "non fare un feticcio degli importi eccedenti il primo scaglione di reddito").

Un ragazzo, un hippy…un mezzo scemo, in definitiva. (Vi tralascio i commenti sugli arabi). Cioè, servono anche loro, eh? Serve qualcuno che faccia delle cose un po' strane, un po' diverse, per un po'.  

 

L'importante è che queste cose non mettano in testa delle idee strane. Non si sa mai quali folli pensieri possano di colpo venire a turbare la nostra quiete.

Per quelle cose lì, la natura, l'Alaska, ci sono già le ferie. E i soldi servono, costa andare fino a lì.

Le altre sono scemenze. Si, va bene, i ragazzi devono avere cose da sognare. Ma dopo un po' basta…non si può mica andare avanti tutta la vita. Bisogna mettere su famiglia. Voglio vederti, in Italia, senza la famiglia dietro le spalle, quanta strada fai.

Insomma…

 

Your revolution is over, Mr. Lebowski. Condolences. The bums lost. My advice is to do what your parents did; get a job, sir. The bums will always lose. Do you hear me, Lebowski?

 

E poi.

Quando Chris scrive "Happiness only real when shared"...

Ma sono andato lungo, su questa voglio tornare la prossima volta.

Currently listening :
Dead Man
By Neil Young
Release date: 27 February, 1996

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Tuesday, February 19, 2008

Humphrey Bogart a Neanderthal

J.C.B.: "Io l'avrei tenuto (il foglietto)"

Wakefield: "Ah certo, anch'io. Fino alla morte".

Risata.

 

Non c'è bisogno, come nel post precedente, di prendersela con la psicologia dell'età evolutiva. C'è una branca ancora più indegna nell'andare a esplorare, per le proprie ipotesi di partenza, i paradisi del non verificabile. L'antropologia sociale. Centinaia di migliaia di anni (la storia dell'uomo precedente alla scrittura) nei quali sbizzarrirsi con le tesi più fantasiose.

Il caposaldo di tutto quanto sono le società di cacciatori e raccoglitori.

 

Qualche settimana fa, guardando Casablanca, è arrivato, come tutte le altre volte, il momento in cui Rick-Bogart è al marciapiede del treno delle cinque, per lasciare Parigi prima che arrivino i nazi. Sta aspettando Ilsa-Bergman. Poco prima delle cinque, (Granadino guarda miope verso Ignacio) poco prima delle cinque (almeno, penso fosse miope, altrimenti come avrebbe potuto sbagliarsi un torero professionista ed esperto?) poco prima delle cinque dunque, invece di Ingrid arriva un biglietto: "parti senza di me e dimenticami".

La pioggia scrosciante scende dalle tese del cappello, inzuppa la carta e l'inchiostro, le parole iniziano a scolorire.

 

 

Bogart (con in testa un cappello Bogart, falda 7 cm., feltro di pelo) appallottola il biglietto e con sguardo terribile lo getta per terra (mi pare, dall'angolazione del tiro e dal rimbalzo, che il foglietto sia destinato a finire sotto il treno. In ogni caso in pochi minuti si sbriciolerà sotto il diluvio).

 

Mi giro verso Victor (non Laszlo…Wakefield) dicendo: "Io l'avrei tenuto…

 

Quindi conosco almeno due persone che bevono birra, guardano calcio (hanno pure giocato), basket e rugby (meglio non ricordare) e non hanno la fissa della fitness e dell'estetista, complesso di caratteristiche che li indica indubbiamente come maschi, probabili discendenti di cacciatori di selvaggina.

Eppure pare che siano anche raccoglitori (di biglietti, almeno, se non di bacche). 

 

Siete raccoglitori? Avete almeno un foglietto, con il finale evergreen "Spero rimarremo amici, davvero" che riposa tranquillo in un libro di poesie di Rilke?

 

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Thursday, February 07, 2008

La misteriosa sapienza dell’antico Egitto. Amenofi IV, il faraone eretico e ascensorista.

Il mio vicino di posto sulla metro ha in mano un hardback con copertina tutta colorata, disegni di guerrieri, cielo corrucciato, fortezze. Interessante, sbircio il titolo, "Masada".. Ah ecco, giusto, con titolo e nome dell'autore a caratteri in rilievo, mi sembra il minimo. (Mi ricordo un disco degli Styx, Paradise Theatre, con il logo inciso al laser che si vedeva controluce sul padellone in vinile. Chi non ha avuto un periodo Glam-Kitsch scagli la prima pietra).

Voglio scrivere anch'io uno sproloquio di romanzo pseudo-storico per adulti bambini, in una ricca edizione che non costi meno di 35 euro, con autore e titolo a caratteri d'oro. Naturalmente ambientato a distanza di sicurezza, 3.000 o 30.000 a.c., in Scizia o in Samogizia, tutto rigorosamente non verificabile. (Come nei saggi di psicologia dell'età evolutiva. Avete notato che al 90% trattano di infanti nel primo anno di età…)

Forse no, meglio un ambientazione più classica, di sicuro successo, l'antico Egitto.

Vediamo.

 

"Il faraone saliva i gradini di marmo del suo palazzo nella luce ambrata del tramonto"

 

Ok, la prima frase c'è, il resto non sarà difficile.

Ma "gradoni di marmo" non darebbe un'immagine più maestosa del palazzo?

Però farebbe pensare al faraone che sale tutto piegato e sbuffante. Poco regale.

Enormi schiavi nubiani lo trasportavano su per le scale?

No, racconterò di un antico ascensore egizio, progettato con un complesso sistema di contrappesi e funi di trazione dagli architetti del palazzo.

Una scienza che poi sembrava perduta, ma che sette segrete hanno custodito per tramandarla di generazione in generazione fino a noi. In quel tempo, a fianco di Isis e Osiris era venerato anche Otis, il protettore degli ascensori. Poi i sacerdoti di Ammon distrussero il tempio di Otis, cancellando il suo nome dai libri. Ma i suoi seguaci superstiti fuggirono a Yonkers, nello stato di New York, dove misero a punto il quadro elettrico e la valvola di blocco, restando nascosti fino al 1853, quando si rivelarono.

La sapienza passò così da Oriente a Occidente. Fine.

 

Avete avuto in mano per qualche minuto i romanzi di Christian Jacq o di Manfredi?

Appunto.

 

Ecco in anteprima la copertina del mio libro: i sacerdoti di Otis adorano la grande carrucola e le funi dell'ascensore.

Currently listening :
Walk Like a Nubian
By Ali Hassan Kuban
Release date: 13 November, 2001

21:00 - 10 Comments - 7 Kudos - Add Comment

Tuesday, February 05, 2008

Epididimo Chierico

Immaginate una religione che abbia a capo un tedesco (oops, c'è già. Accidenti. No, non intendevo…fate finta che ci sia il papa precedente o il prossimo….comunque…immaginate un'altra religione.)

Quest'altra religione ha un papa tedesco, cardinali tedeschi.

Vescovi tedeschi.

Tutti i preti tedeschi.

Però pretende di dire a tutti, in tutto il mondo, cosa fare.

Ok, hanno abiti belli, delle belle canzoni, potrebbero esserci persone nel mondo interessate alla loro religione. Prima o poi qualcuno si avvicina e chiede "voglio diventare un prete" "spiacente, solo i tedeschi possono fare i preti" "quindi è una religione solo per tedeschi?" "No, anzi. Il fondamento della religione è: solo i tedeschi sanno cosa devono fare tutti gli altri popoli, ecco qui una lista di cose che dovete fare e di cose che sono proibite" "ok, fammi vedere la lista, discutiamone" "No, solo i cardinali tedeschi si trovano, discutono e eleggono il capo, tedesco, che decide tutto. Voi dovete solo ubbidire. Va bene?"

"Va bene? Ma vaffa….."

Ho sempre pensato che, al di fuori della Germania, questa religione riceverebbe questa risposta.

Mi sono sbagliato?

Perchè, forse non ci crederete, ma in quell'altra religione, non quella di tutti tedeschi, quella di soli uomini, ci sono donne fedeli praticanti. Per essere precisi, ci sono molte più donne fedeli praticanti che uomini.

E la religione di soli uomini si è pure lanciata per ottenere revisioni legislative punitive e umilianti nei loro confronti.

Forse le donne di questa religione lo sanno, e non lo trovano spiacevole. Il BDSM tra adulti consenzienti è lecito.

 

Anche se in fondo non è affar mio.

 

Postfazione:

Una trentina di anni fa, quando ero piccolo, era obbligatorio per un uomo che non volesse sembrare un australopiteco, al di là delle sue convinzioni personali, avere posizioni femministe e difendere i diritti delle donne. Poi, diciamo una decina di anni dopo, prima per scherzo poi sul serio, è iniziato il trend "stronzo aggressivo": una vera immagine da uomo vincente e affascinante prevede di NON essere politically correct. Più o meno è durato fino ad oggi. (Ripeto, le convinzioni personali sono l'ultima cosa, direi che è meglio non sapere cosa pensano gli uomini e le donne veramente…).

Perché non iniziare invece un nuovo trend "Se non io per me, chi per me?"

Quindi d'ora in avanti mi batterò solo nel caso in cui esca una nuova enciclica del papa nella quale si metta in dubbio la libertà degli uomini di disporre del proprio epididimo.

Come dicevano i R.A.T.M.

It has to start somewhere..

It has to start sometime..

What better place than here?..

What better time than now?..

Currently reading :
Putting Away Childish Things
By Uta Ranke-Heinemann
Release date: May, 1995

22:00 - 15 Comments - 6 Kudos - Add Comment

Wednesday, January 30, 2008

Some die just to live*

-"Mmmmh, sissì, però"

-"Love will tear us apart"

-"Ma lo so, ma così non mi piacciono"

-"E' l'atmosfera, l'ambiente?"

-"E già"

 

Serata organizzata da GQ, per il lancio del nuovo modello della serie 1 della BMW.

I Nouvelle Vague che suonano, ok, ma…

Open bar, e fauna milanese vestita da…serata milanese.

Quindi tutti che passano, spingono al bar, guardano (Stefania Rocca, Danilo Gallinari, poi Jovanotti e Valentino Rossi sul palco), si abbracciano.

Come sarà suonare, cantare con la gente che passa e si fa i fatti suoi?

 

Ma vedendo Stefania Rocca, neanche la peggiore che abbiamo, stavo pensando un'altra cosa.

Per quanto non possa fregarvene di meno, saprete che nel calcio o nel basket ci sono nazioni più forti delle altre. Il Brasile, gli Stati Uniti.

Poi ci sono squadre medie o più deboli, per esempio il Belgio nel calcio o l'Italia nel basket.

Un giocatore di calcio belga o un giocatore di basket italiano non è uno che passa di lì e neanche conosce le regole base, è un grande atleta, con doti tecniche, eccezionale resistenza agonistica, anni di allenamento alle spalle, esperienza di centinaia di partite. Non è all'altezza dei migliori del mondo, probabilmente, ma non di molto. Fa parte comunque di un'elite fisico/tecnica, fa cose che i normali sportivi non riescono a fare, e cose che chi non fa sport non potrebbe neppure tentare.

Perché nel cinema, per esempio (ma in parte anche nella musica e nella letteratura) non è così?

Nel cinema italiano non ci sono attori un po' meno bravi e film prodotti con un po' meno soldi.

No, noi abbiamo gente che passa per strada (lasciamo stare che sia pure raccomandata), con gravi difficoltà di dizione, sciatta, nel migliore dei casi insignificante, perlopiù fastidiosa. Non è che non reciti bene, neanche è previsto che sappia recitare o possa imparare.

 

*Lorca nella confezione del Sole 24 Ore. Apro e vedo: "Some die just to live/Pearl Jam".

Bella introduzione, buona idea.

Currently listening :
LateNightTales
By Nouvelle Vague
Release date: 12 February, 2007

17:00 - 10 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Tuesday, January 15, 2008

Bacalhau

Mi piacciono i miei amici.

Mi piacevano anche gli amici che avevo un tempo. F., per esempio.

 

Il treno da Madrid arriva in stazione a Lisbona. Scendiamo, un po' storti dopo una notte passata per terra nel corridoio. Benedetto Interrail che ci porta in giro e maledetta l'idea che più km riusciamo a fare, più guadagniamo.

Prendiamo l'autobus per Saldanha e poi camminiamo a piedi fino all'ostello. Buttiamo gli zaini, facciamo una doccia, ci cambiamo, usciamo, scendiamo verso il Rocio e poi saliamo ad Alfama .

Mi sono accorto che, tra i cinque, F. non parla per tutto il giorno.

J. "Tutto bene?"

F. "Non mi piace Lisbona"

J. "Davvero? Mi sembra carina, cosa c'è che non va?"

F. "Lisbona. Il Portogallo invece mi piace."

J. "…F., guarda che in Portogallo, finora, siamo stati solo a Lisbona."

F. "Si, il Portogallo mi piace, Lisbona no."

 

Amo in fondo vedere i miei difetti come allo specchio: totale incoerenza, tesi precostituite e poi protette amorevolmente da pericolose verifiche, rifiuto del confronto fatto passare per snobismo.

 

Hornby: "Il primatista mondiale dei cento metri è sopravvalutato". Esatto Nick: abbiamo bisogno di opinioni, non di fatti cronometrabili.

 

D'altra parte alcune utopie crollano e altre prosperano.

Perché le prime, stupidamente, cercano di avverarsi, si pongono obiettivi tangibili e misurabili.

Chi si affida al trascendente (cattolici, buddisti, tifosi di calcio, innamorati, viaggiatori) avrà il regno dei cieli già su questa terra. (Altra non ne esiste).

 

Currently listening :
Ritual of Life
By Sven Väth
Release date: 31 March, 1994

18:00 - 7 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Tuesday, December 04, 2007

“When I was young they used to get me counting sheep

But the counting I did was all in vain
Now when I'm tired and I'm trying to get to sleep
I count humans jumping onto trains"

 

Che fate durante le ore di veglia? Cioè, a parte andare sul divano a guardare i programmi Nettuno, a cosa pensate?

Io, da bravo maschietto, ho interi capitoli di calcio e basket da smaltire.

Ricostruisco i campionati, i mondiali, gli europei e le finali di coppa campioni dal 70/71 a oggi (37 campionati, 37 finali, 9 europei e 10 mondiali). Chiaramente non ce la faccio in una sola notte, ci vuole parecchio tempo. E bisogna resistere all'idea di alzarsi e andare a prendere l'almanacco.

Poi ho i campionati della Pall.Pavia dal 1973 allo scioglimento (1995). Su questi riesco a ricostruire anche alcune radiocronache e interviste che ho fatto.

E' utilissimo, lo consiglio. Non per dormire, certo, anzi bisogna rimanere molto concentrati per ricordarsi alcuni particolari.

No, è utilissimo per rimettere ordine nei ricordi e collocare tutto nella data giusta.

Per esempio, non so come possano fare le donne della mia età, o anche con qualche anno in più, a distinguere gli anni o i mesi? Come fanno a dire "era la primavera del 2002, l'estate del 1976 e così via"

Per i maschi è semplice: l'estate del 1976 è quando Boninsegna è andato via.

(Non parliamo della primavera del 2002…)

Ma per le donne? Finchè c'è la scuola e l'università è facile.

E anche insegnando: quello che faceva la mosca era nella Quinta B del 1994/95. (Si, Starnone, certo).

Gender independent, anche la vita sentimentale aiuta: "autunno del 2001! Quando Renato si è messo in mente di venire ad abitare qui, perché era più comodo per il lavoro. No, Giulio era l'anno prima, quello chi lo muoveva da vicino a sua mamma… Renato, quello pelato con la moto. Si lui…, ci mancava giusto che venisse qui."

Per me per esempio è molto facile. "V. certo. Siamo usciti assieme dopo la semifinale di Italia '90"

Però se, come me, si scelgono relazioni lunghissime? Si, ci sono le vacanze, i viaggi, i concerti (Morrisey era ancora negli Smiths, quindi deve essere prima dell'87. Dio mio, sono già passati vent'anni?).

Ma, a proposito di Smiths. Di notte si possono anche fare delle compilation, delle playlist. (Materialmente poi le faccio il giorno dopo).

Le migliori canzoni con la "svolta". Inizio melodico e accelerazione. Ma non intro e poi motivo principale, no, proprio quelle che si spaccano a metà, come la già citata Freebird (4'30" ballata, 4'30" riff di doppia chitarra. Totale 9' perfetta simmetria. Canzone da bis per definizione). Tipo Proud Mary  nella versione di Ike e Tina Turner, o Rock 'n'roll di Lou Reed.

Oppure le cover più buffe (anche qui ci vogliono notti e notti, a puro titolo di esempio butto lì una cinquina).

 

"Too drunk to fuck" Dead Kennedys/Nouvelle Vague

"The beat goes on" Sonny and Cher/Giant Sand

"Norwegian Wood" Beatles/Cornershop

"Should I Stay or Should I go" Clash/Kylie Minogue

"Satisfaction" Rolling Stones/Devo

 

Segue, ci sono milioni di argomenti. E di notti.

Currently listening :
London 0 Hull 4
By The Housemartins
Release date: 25 October, 1990

17:00 - 11 Comments - 4 Kudos - Add Comment


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