Fabbrica del Vento Della vita, del teatro, dell'arte ed altre sciocchezze

Laura Mantovi

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Jul 15, 2008

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Friday, July 11, 2008

John Donne
Current mood: focused

Congedo....a vietarle il lamento.

 

...Le nostre anime, dunque, che sono una,

sebbene io debba andare, non patiscono

frattura m espansione, come oro

battuto fino alla più aerea lama.

Siano pur due, lo sono come i rigidi

gemelli del compasso sono due:

la tua anima il piede fisso che, all'apparenza

immoto, muove al moto del compagno

e, se pure dimori nel suo centro

quando l'altro si spinge più lontano,

piega e lo segue intento

e torna eretto al suo tornare al centro.

Così tu sei per me che debbo, simile

all'altro piede, obliquamente correre:

la tua fermezza chiude giustamente il mio cerchio

e al mio principio mi riporta sempre. 

 

John Donne

5:00 PM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Monday, December 03, 2007

Festival di Fellbach - Germania

Dopo la vittoria al Festival Internazionale di teatro di Sarajevo , Fabbrica del Vento è stata invitata a partecipare al Festival di Fellbach...ebbene, appena tornati ecco alcune impressioni "a caldo"...

Il Festival viene organizzato da ormai 17 anni all'interno di questa struttura meravigliosa, la JugendHaus...casa dei giovani, struttura architettonicamente e umanamente complessa, piena di vita, iniziative e sede della compagnia teatrale PolygomTheatre che ha avuto l'onore di aprire il Festival con lo spettacolo Dracula.

C'è da dire che il Festival è un insieme di gruppi di teatro giovanile e studentesco con tradizioni più o meno lunghe e due-tre gruppi di professionisti selezionati dalla direzione artistica per presentare ai colleghi più giovani il proprio metodo di lavoro. Quest'anno uno dei gruppi professionisti invitati era appunto la Fabbrica, col nostro pluripremiato Sgòrbypark.

Premessa necessaria per giustificare la struttura senza dubbio un pò acerba del suddetto Dracula ove gli attori giovanissimi (alcuni bambini) recitavano non in tedesco ma in inglese.

La seguente giornata è stata aperta dallo splendido spettacolo del gruppo canadese, dell'universita di  Montreal , Memory.

Spettacolo intelligente, splendidamente diretto e coordinato da Jean-Marc Larrue e interpretato da attori giovanissimi (dai 17 ai 20 anni) ma già con un senso invidiabile del ritmo e spazio scenico.

E la sera dello stesso giorno è toccato a Sgòrbypark...

 

(fine prima parte)

7:00 PM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Tuesday, July 10, 2007

Lady Lindy

Amelia Earhart fu una delle donne più famose della storia dell'aviazione americana. La stampa la soprannominò Lady Lindy perchè fu la prima donna, nel 1932, a compiere la traversata dell'Atlantico, seconda solo a Lindberg....e da qui venne appunto il soprannome...Lady Lindy.

La sua fu una vita spesa alla promozione dell'aviazione al femminile e più in generale all'avvenura al femminile. Fu una vera e propria pioniera nel suo campo e una protofemminista a suo modo, ma fu la sua fine misteriosa a consegnarla definitivamente alla leggenda.

Il 1° giugno 1937 partì dalla Florida insieme al secondo pilota Fred Noonan per un giro del mondo a bordo del suo bimotore, che l'avrebbe portata a Porto Rico; poi, seguendo la costa nordorientale del Sudamerica, verso l'Africa e il Mar Rosso. Da lì, altra tappa mai affrontata prima: l'India. Il 17 giugno era a Calcutta e poi verso Rangoon, Bangkok, Singapore e Bandoeng, dove dovette fare una pausa di 10 giorni per riparazioni agli strumenti di bordo. Il 27 ripartiva per l'Australia e due giorni dopo raggiungeva la Nuova Guinea; ora non restava che l'Oceano Pacifico, un viaggio osteggiato dai venti e dalle difficoltà di comunicazione radio.
Le tracce dell'aereo si perdono nei dintorni delle Isole Howland, il 2 luglio di quel 1937.

Molte leggende sono nate su Emily...si dice fosse una spia in missione per conto del Presidente Roosvelt, si dice che l'atterraggio di fortuna su un atollo finì per convincere Lady Lindy a cambiare vita e a sposare un pescatore del luogo e tanto altro ancora.

Certo è che Lady Lindy è stata un simbolo di femminile forte e coraggioso, in contrasto con le pin-up del tempo. E io oggi rendo omaggio a lei, come esempio, come simbolo, come storia.

7:10 AM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Monday, July 02, 2007

Ancora Poesia, sempre poesia per favore!

Conclusione      

Niente cancellerà via l'amore,

nè i litigi

nè i chilometri.

E' meditato,

provato,

controllato.

Alzando solennemente i versi, dita di righe,

lo giuro:

amo

d'un amore immutabile e fedele.

Vladimir Majakovskij

 

 

Ancora non mi è apparso un Vladimir sulle pareti della città...non è un vero peccato?

2:51 AM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Wednesday, June 20, 2007

Una Poesia è una città

Una poesia è una città
-Charles Bukowski

una poesia è una città piena di strade e tombini
piena di santi, eroi, mendicanti, pazzi,
piena di banalità e roba da bere,
piena di pioggia e di tuono e di periodi
di siccità, una poesia è una città in guerra,
una poesia è una città che chiede a una pendola perché,
una poesia è una città che brucia,
una poesia è una città sotto le cannonate
le sue sale da barbiere piene di cinici ubriaconi,
una poesia è una città dove Dio cavalca nudo
per le strade come Lady Godiva,
dove i cani latrano di notte, e fanno scappare
la bandiera; una poesia è una città di poeti,
per lo più similissimi tra loro
e invidiosi e pieni di rancore...
una poesia è questa città adesso,
cinquanta miglia dal nulla,
le 9.09 del mattino,
il gusto di liquore e delle sigarette,
né poliziotti né innamorati che passeggiano per le strade,
questa poesia, questa città, che serra le sue porte,
barricata, quasi vuota,
luttuosa senza lacrime, invecchiata senza pietà,
i monti di roccia dura,
l'oceano come una fiamma di lavanda,
una luna priva di grandezza,
una musichetta da finestre rotte...

una poesia è una città, una poesia è una nazione,
una poesia è il mondo...

e ora metto questo sotto vetro
perché lo veda il pazzo direttore,
e la notte è altrove
e signore grigiastre stanno in fila,
un cane segue l'altro fino all'estuario,
le trombe annunciano la forca
mentre piccoli uomini vaneggiano di cose
che non possono fare...:

 

p.s. Oggi ho dato la voce e lo spazio del mio blog al grandissimo Charles, scomodo, rumoroso, imponente, sfacciato, un pò brillo senza alcun dubbio, cinico eppur sognatore, struggente e duro. Insomma...poeta.

Come vorrei una città lastricata di Charles...In Fossa, Piazzale Arnaldo a Brescia qualcuno ha cominciato...grazie!| Far sorgere dal muro un pò di Bukowsky in un luogo così è come un faro nella nebbia.

5:34 PM - 1 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Monday, June 11, 2007

Freaky Mermaids

Oggi è nata la pagina su myspace music delle Freaky Mermaids. Chi sono le Freaky sirene? Due bravissime musiciste compositrici, Ombretta Ghidini e Angela Scalvini ed io in un progetto in bilico tra musica, poesia e un'atmosfera da circo anni trenta...Chi fosse un pò incuriosito vada a dare un occhio alla pagina....ci sono anche tre delle nostre canzoni, prese dal Live in Fabbrica, ovvero il concerto che noi Freaky tenemmo alla sede della Fabbrica del Vento per raccogliere soldini per finanziarci il biglietto aereo per andare a Sarajevo, dove poi abbiamo vinto il Festival quindi...le Freaky portano bene!

Tutto è nato da un lavoro di poesia e musica dal vivo fatto da me e Ombretta.."Quell che..." e da lì poi il passo è stato così naturale...una poesia di William Blake ha fatto scattar tutto...la nostra prima canzone "Little girl Lost" è appunto quella poesia musicata da Ombretta e poi riarrangiata da tutte tre...ora stiamo lavorando ad una mia canzone dove musicheremo e canteremo i versi delle streghe di Macbeth! Niente di meno!

Abbiamo in programma un pò di concerti in estate...chi fosse incuriosito trova le date e le info sulla nostra pagina ...Freaky Mermaids...

 

L. 

12:50 AM - 1 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Friday, June 08, 2007

Ma che magia è? Del teatro amatoriale..ovvero coloro che amano ancora davvero il teatro.

Chiunque abbia provato almeno una volta nella vita a fare del teatro per passione o per avventura sa che esiste una magia arcana ed inspiegabile che aleggia sulle assi dei palcoscenici amatoriali di tutto il mondo...qualunque compagnia di disperati, qualunque testo più o meno assurdo si decida di mettere in scena, qualunque spazio più o meno teatrale si vada a riempire, ebbene, non si sa come, ma tutto alla fine va per il meglio.....o meglio....diciamo che tutto va... e alla fine, quando ricevi i meritati aplausi per lo sforzo profuso, ti accorgi che il fatto che sia proprio andata...di aver in qualche modo portato a termine il tuo percorso con i tuoi compagni di viaggio è l'unico miracolo che davvero conta e il "meglio" a cui puntavi, è come speravi andassse... 

Quanti spettacoli ho montato con centri culturali, saggi scolastici, corsi serali, dove tutto sembrava puntare così nettamente e inesorabilmente verso la tragedia e poi...alla fine, appunto, tutto scivola sotto le luci e sulle assi....tra battute dimenticate, casini, intoppi...eppure mai, nemmeno una volta in 10 anni che faccio stò lavoro , ho avuto una delusione, nè tantomeno l'hanno avuta gli attori amatori . Sarà che dovremmo rivalutare tutti, soprattutto noi arroganti "profesionisti" il teatro amatoriale? O forse ricordare che tutti noi adoratori del dio teatro dovremmo in primis "amarlo"...ovvero tornare ad essere amatoriali...con più tempo a disposizione, ok, con più impegno, forse, più aspettative, certo...ma che candore accidenti! Come le invidio le mie studentesse! Quel panico che sembra spezzarti le gambe e poi ...eccola lì la magia di cui sopra che ti salva dalla tragedia e dal naufragio del velier spettacolo.

Sarà che nel mondo di professionisti gelosi, viziati e tormentati che io per prima rappresento mi pare si scorga sempre meno la magia primigenia del teatro.

Ed è una tragedia. Quella vera.

 

p.s. Bravi bravissimi ai miei studenti del Gambara. Sono stati dieci giorni incredibili.

L. 

9:28 PM - 1 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Thursday, June 07, 2007

No, grazie!

Dunque, cosa dovrei fare?

Andar sotto padrone?

Trovarmi un protettore?

E come scura edera che all'albero tutote si appoggia,

arrampicandosi e leccandolgi la scorza,

salire da furbo, e non invece a forza?

No, grazie.

Dedicare in ogni scartafaccio dei versi ai finanzieri,

mutarmi in un pagliaccio,

sperando di scorgere sul labbro di un ministro

l'ombra di un sorriso, un pò men che sinistro?

No, grazie.

Banchettare ogni giorno da un pidocchio, 

avere il ventre logoro per le marce e il ginocchio più prestamente sporco

nel punto in cui si flette?

Divenire primatista in farse e piroette? No, grazie.

Ricnoscere talento ai dozzinali.

Plasmarsi su ogni critica che appare sui giornali.

Pubblicare presso un buon editore, pagando, i propri versi?

No, grazie dell'onore.

Fare calcoli, tremare, arrovellarsi.

Preferire una visita ad un paio di versi sparsi!

Stendere delle suppliche o farsi comandare...no grazie, no grazie, no...grazie.

Ma...cantare, sognare, ridere...libero e indipendente.

Avere l'occhio sicuro e la voce possente.

Mettersi se ti va di sgimbescio il cappello.

Per un sì o per un no, fare un'ode...o fare un duello.

Fantasticare non a caccia di gloria o di fortuna

su un certo viaggio a cui si pensa....magari sulla luna!

Se poi viene il trionfo ebbene fatti suoi,

ma mai, mai diventare un "come tu mi vuoi"

E se quercia o tiglio, davvero non si è...

se vuoi proprio non alto...

ma farcela da sè.   

12:35 AM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Tuesday, June 05, 2007

Cyrano de Bergerac
Current mood: hot

C'è un monologo nel Cyrano che da sempre considero la bandiera della "Resistenza"...quella di cui parlavo nel blog della settimana scorsa. La bandiera dell'indipendenza di pensiero, dell'indipendenza artistica. Quel monologo due anni fa mi ispirò un lavoro su Cyrano che più o meno ha dato il nome a questo blog..."Della vita, della morte, dell'amore e di altre sciocchezze".

E' uno degli spettacoli più importanti della mia vita...l'ho scritto e l'ho diretto ma nn ci ho rcitato. Ci recitano 9 giovanissime ragazze che mi chiedo , a volte, se ssappiano quanto questo spettacolo significhi per me e se gli interesserebbe saperlo.

E' uno spettacolo poetico, secondo me, fatto in punta di voce, e che mi ha fatto venire una gran voglia di avere un mio gruppo con cui lavorare tanto, crescere e sperimentare. E' uno spttacolo che è cresciuto con me e con ciò che provavo. Potrei forse dire che è lo specchio di un mezzo delle mie, di "sciocchezze".

La settimana scrosa siamo state invitate a rappresentarlo all'interno del Festival del Vittoriale , sul Lago di Garda, un Festival fatto dai ragazzi delle superiori (mi sono dimenticata di dire che le 9 giovani attrici hanno tutte 18 anni, più o meno) e la giuria popolare era composta da  31 ragazzi di cui 20 ragazzini delle medie...non avrei mai pensato che a ragazzi così giovani potesse piacere un lavoro così romanticone e un pò smielato e invece è stato un plebiscito...153 punti su 155 disponibili...e quando il giorno dopo la"giuria di qualità" ci ha fatto arrivare seconde, perchè ritenenvano che le ragazze avessero fatto almeno 50-60 ore di lavoro con me (il nostro laboratorio è in realtà di dieci ore all'anno...) c'è stata una piccola e dolcissima rivolta popolare.

 

Bello. Grazie. 

 

Domani posterò (si dice? nelogia?) il blog con il monologo.

 

L. 

4:51 PM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Sunday, June 03, 2007

Da Rosencrantz e Guildestern sono morti...

Attrice : Non possiamo più guardarci in faccia!

Voi non capite quanto è umiliante...Esere defraudati della sola certezza che rende la nostra vita vivibile...La convinzione che qualcuno ci stia a guardare. Eravamo lì, come bambini dementi che sculettano qua e là con abiti che nessuno ha mai indossato, che giurano amore in parrucca e rime baciate, che si uccidono l'un l'altro con spade di legno....E ogni gesto, ogni posa si dissolvevano nell'aria trasparente e deserta. Abbiamo offerto alle nuvole la nostra dignità e gli uccelli ascoltavano senza capire. Non vedete? Siamo attori...Siamo il contrario degli altri! Abbiamo rinunciato alla nostra identità in cambio della convenzione del nostro mestiere: che qualcuno ci stia a guardare. E poi, a poco a poco, non ci ha più guardato nessuno. Siamo rimasti presi in trappola e piantati in asso. Nessuno si fece avanti. Nessuno ci acclamò. Il silenzio era impenetrabile, osceno. Ci togliemmo di dosso le corone e le spade e i vestiti dorati e ci incamminammo silenziosi sulla strada di Elsinore...

5:50 PM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment


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