Momo

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Jun 20, 2008

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Gender: Male
Status: In a Relationship
Age: 29
Sign: Aquarius

City: beijing
State: Pistoia
Country: IT

Signup Date: 05/07/07

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Sunday, June 08, 2008

back in Italy

Ok ok,
il ritmo rock sale, il riff della chitarra elettrica monta e mi spinge sempre avanti, spingo sulle gambe su per la salita e sento i muscoli tirare … corro, corro finalmente con un aria sufficientemente ossigenata per non farmi vedere le stelline! Ed eccomi in 10 minuti in mezzo alla natura, in campagna, in una campagna vera dove gli alberi sono veri e il verde non è spruzzato artificialmente.
È una strana bella sensazione quella di correre per questi sentieri in una natura familiare, amica, mi sento libero, il rock nelle orecchie mi fa sentire invincibile e tutto sembra scorrere così facilmente accanto a me…
ma la metropoli con la sua aria inquinata e le sue polveri sottili … mi ha drogato, ed adesso mi manca.
momo

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Wednesday, May 21, 2008

Bless Calm vs Damned Sparkling Environment


Sabato sera dopo la presentazione dei quadri di Heike, un'artista di origine tedesca che ha vissuto in giro per l'Europa e che da due anni e' venuta qua a Beijing, siamo andati a mangiare tutti insieme in un ristorante. Ero seduto accanto alla proprietaria della galleria, una signora inglese sulla 60ina, attenta e con gli occhi rapaci. Il suo inglese era chiaramente perfetto e fin troppo fluente: ho attaccato con la mai tattica annuitiva © che consiste in una falsissima mimica di approvazione, di stupore e di intendimento...quando ovviamente non capivo nulla di quanto mi dicesse. Andava tutto egregiamente, ma poi sono cascato in terribile errore: avendomi chiesto come mi trovavo a Beijing gli ho risposto: benissimo, sono entusiasta e amo questo ambiente culturale cosi' "sparkling" (frizzante).
Gesu' maria! Lei ha attaccato subito dicendomi che lei non userebbe mai e poi mai l'aggettivo frizzante ma bensi' bla bla bla...Intimorito dagli occhi rapaci che stavano cercando di scavare con gli artigli dentro i miei, ho abbozzato e visto che non ho padronanza della lingua ho continuato con la mia tattica annuitiva © ascoltando le sue immagino interessantissime storie. Pero' in fondo non era cosi' male quello stramaledetto aggettivo: lo sviluppo culturale di Beijing e' eccezionalmente rapido. La voglia di nuovo, di scoprire, di svilupparsi incalza tutto alla massima velocita'. Tutta questa accelerazione si dirige verso l'alto.
Il fermento culturale spinge talmente in alto che crea delle bolle, proprio come l'acqua gassata. L'ambiente diventa poroso, pieno di anfratti e interstizi nuovi. Tutto allora diventa piu' semplice da esplorare, piu' affascinate per la facilita' (l'illusione?) di arrivare al centro. Questo mi sembra Pechino: tutto e' possibile perche' la crescita rocambolesca crea spazi vuoti, contraddittori, cangianti ma accessibili.
E' forse questo che amo in assoluto: sprigionare la curiosita'.
W Beijing!
momo

8:46 AM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Tuesday, May 06, 2008

driving

Sabato sera ingrano la D del cambio automatico, svolto a destra, maledico questi cazzo di cinesi che non sanno guidare e mi tagliano la strada strombazzando col clacson. Actually, maledico in silenzio, perché sono in compagnia di cinesi. Sono su una macchina cinese, di un'amica cinese, soprattutto sono nella capitale della Repubblica Popolare Cinese. Strana sensazione. Essere al volante di una potente macchina, specie se alta, un Suv per intendersi, da' la sensazione di avere tutto sotto controllo. C'è un feeling di familiarità con la città se la si gira in macchina, padroni dei propri movimenti e della propria volontà e non più alla mercé di incomprensibili tassisti. Sembra di essere padrone della strada e con un po' di narcisismo padrone della città intera … Ma allo stesso tempo, proprio quando ti accorgi che sei così a tuo agio a Beijing, ecco … senti tutta la distanza che separa Pechino da quello che è sempre stato il tuo mondo, il tuo riferimento in qualche modo. E ti senti davvero, forse per la prima volta, lontano da casa. Una lontananza mentale più che fisica. E forse la sensazione più strana è che ti accorgi che ti senti lontano non in un momento di tensione o difficoltà, no! Proprio quando stai bene, rilassato e a tuo agio …
Ti accorgi che si può andare sempre più in là. E fare una cosa che sembrava impossibile fino a poco prima, in un attimo è così naturale …
Obama direbbe "yes, we can"
momo

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Saturday, April 26, 2008

Art in beijing

Sabato inaugurazione di una mostra alla Galleria Continua. La mostra niente di eccezionale se non per una scultura di martelli che si librano in volo … (l'occhio però si sofferma su un particolare: i martelli sono tenuti insieme da viti, ma come! Diavolaccio di un cubano, ci volevano i chiodi!!!)… conosco un artista cinese che fa il fotografo e il performer. Non parla inglese ma canta in italiano l'opera di cui è grande estimatore. Fantastico. Ha pochi capelli bianchi, un sbuffo di peli al posto della barba ma ha l'occhio dell'artista: uno sguardo geniale, penetrante con un pizzico di follia. Più che un pizzico, una secchiata. Continuerà a cantare l'opera per tutta la serata, a volte a bassa voce a volte urlando …
La sua amica fa da interprete, è una performer anche lei ed è giapponese. Una voce sottile e sensuale, ma quasi inudibile. Negli occhi un velo di malinconia femminile. Ha da poco finito una performance e metà del suo corpo è cosparso di mota. I suoi occhi dolci, a mandorla uniti ai capelli motosi la rendono quasi un'opera d'arte vivente!
Ieri sera invece a cena dai colleghi cinesi! Che bello, tutta la sera a parlare di architettura e delle differenze e le curiosità che ci uniscono. Ma la cosa più bella era essere davvero in mezzo ai cinesi, invitati a casa loro! Quello che penso uscendo da casa loro per iniziare la lunga nottata del venerdì sera è che insieme siamo proprio una bella squadra. E che Lee è anche un ottimo cuoco.
Il mio cinese procede benissimo, a gonfie vele!
Wo jiao Momo. Wo shi Yi da li ren.
Lo so lo so, è la solita della volta precendente. Ma ora la dico con i toni giusti...
momochin

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Wednesday, April 16, 2008

imporving

Sabato ho iniziato le lezioni cinese. Credo di non aver mai affrontato una cosa così difficile in vita mia. In confronto il greco antico e' una passeggiata (anche perche' in 5 anni ho mantenuto una stoica media del 4). Cmq il cinese e' proprio una guerra. Di trincea. Il fatto è che ci sono suoni da imparare che da noi proprio non esistono. Mamma mia, sono stato tutto ieri in casa a dire ba pa ma fa da ta na la be pe me fe de te ne le bo po mo fo do to no lo bei pai mai fai dai tai nai lai bei pei mei fei dei tei nei lei. Ma le più difficili sono ban pan man fan dan tan nan lan ben pen men fen den ten nen len, soprattutto perchè NON riesco a distinguerle da bang pang mang fang dang tang nang lang beng peng meng feng deng teng neng leng... pero':
Wo jiao Momo, wo shi Yi da li ren.
...che soddisfazione...

Preso dall'impeto e dall'entusiasmo ho iniziato anche le lezioni di inglese. Si perche' non fatevi ingannare dai titoli britannici dei miei post. Il mio inglese e' ancora ridicolo. Anche perche' qualsiasi altro straniero qui a Pechino sembra che sia appena uscito da Oxford. Porcaloca.
Il mio vocabolario mi garantisce un'autonomia di conversazione di circa 20 minuti, forzando un po' con qualche gintonic arrivo a 30 min. Poi finisce tutto. E continuo a gesti. Ma non e' molto charming... cosi':
My name is Momo, I came from Italy.

improvingmomo

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Tuesday, March 25, 2008

to run and run and run far away everyday

Forse una grande difficoltà nel comunicare coi cinesi è la mimica facciale. Noi occidentali diamo un’importanza cruciale agli occhi e alla loro espressione. Mentre i cinesi sembrano puntare la loro concentrazione solo sulla bocca e le guancie. Forse per questo alle volte sembrano tanto buffi. Forse dipenderà dal fatto che hanno una lingua così difficile! Anche la loro cucina è assai più sviluppata della nostra e vanta migliaia di piatti in più dei nostri. Che sia davvero questo lo scontro di civiltà? Sguardoni contro golosi?
Però ho imparato a dire destra (yuo) e sinistra (zuo) ai tassisti. Capisco che rimarrete stupiti, esterrefatti di questo mio progresso lacerante, ma adesso ho un minimo di potere e controllo sul tassista! E questo mi rende il padrone del mondo, finchè non incontro una rotonda a otto uscite: e ora come diavolo si dirà la terza a destra?
Sabato pomeriggio, per sperimentare subito queste due fantastiche parole decido di andare a correre al lago a nord della città proibita, così prendo un taxi che chiaramente mi porta nel posto sbagliato, ma vicino alla mia destinazione. Inizio a correre per gli hutong del centro, a un passo dalla città proibita e protetto dalla collina Jingshan. Sulla sua sommità c’è un tempio che protegge la città proibita dagli spiriti cattivi (che in Cina vengono sempre da nord). Sarà il fascino del neofita, ma questa collina sembrava davvero proteggere me e il cuore della città. Inizio a correre per gli amatissimi vicoli e fra i cinesini che li abitano è tutto un prendere in giro (immagino) e ridere di questo straniero che corre fra le loro case. Poi finalmente raggiungo il lago Beihai. Anche qua nel mezzo del lago c’è una montagnetta con sopra il Dagoba Bianco.
Il tempo è proprio brutto: nebbia, e tutto il grigiore di Pechino. Nell’i.pod parte una musica triste, che porta la mente lontano e per un attimo mi lascio trasportare dalla nostalgia … rallento il passo e comincio a invidiare le coppiette felici che si baciano sul lago …

poi però alzo di nuovo gli occhi verso l’alto: il Dagoba con la sua purezza,
la presenza vicina dell’enorme città proibita e la sua collina a difesa … il passo aumenta, l’aria scorre veloce … mi rendo conto di essere lontano, lontano fin dove sono voluto andare … e quel grigiore del tempo di pechino unito all’acqua ferma del lago si trasforma in un respiro di quiete e una pace che mi rende in un attimo davvero felice. Riprendo a correre forte, apro le braccia e mi sembra di volare. Libero. Libero di far ridere a crepapelle i cinesi al parco. W beijing.
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10:21 AM - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Tuesday, March 04, 2008

my frist week in beijing

..[if gte vml 1]> ..[endif]-->..[if !vml]-->P1000011_2.jpgCare e cari,

Una settimana e poco più a Beijing e vi scrivo seduto su uno sgabello dal salotto di casa mia. Vi scrivo su uno sgabello perché mi sono innamorato di una casa, e a costo di averla l'ho scelta anche senza mobili. Così ho un salotto di 50 mq, arredato con uno sgabello. Su cui sono seduto e vi scrivo da qua anche perché è l'unico punto in cui riesco a chiappare la connessione internet di uno sconosciuto cinesissimo vicino.  

La sensazione più strana in questi giorni è stata pulire casa. Qui si potrebbe scadere nell'ironia facile, soprassediamo.  

Finché non mi sono trovato piegato in 4 a togliere la polvere millenaria dietro ogni angolo, non mi sono reso conto che davvero la mia vita adesso è in Cina, in Oriente. Non tanto perché la polvere fosse diversa, che ne so … uno se la può aspettare speziata, al curry, o agliosa …no, la polvere è sempre polvere ovunque. Ma è fantastica l'idea di trovarsi a costruire, a creare il proprio nuovo mondo proprio dalla cose più piccole. Poi viene il letto, il materasso, l'armadio … magari un giorno anche uno splendido sofà … ma si inizia dalla polvere. Quasi biblica come esperienza. Sarà la spiritualità orientale? Vi ammorberò d'ora in avanti con tutte le storie sull'energia, i flussi, lo ying e lo yang, il maharapastra?

 

Il rapporto con i cinesi non è semplice. Si ostinano a non parlare italiano o inglese, ma solo cinese. Ma dai?

Una strana lingua, una cantilenante catena di suoni incomprensibili ma simpatici da ascoltare. Ho sentito anche una specie di scioglilingua in cinese, incredibile! Una cosa sovrumana, avrei voluto stringere la mano al performer, ma era alla radio di un taxi. Grande argomento i taxi. I tassisti di pechino ti accolgono sempre con un simpaticissimo no no no … non so se sia una specie di ansia da prestazione o qualcosa di simile, ma vanno subito nel panico. Anche quando io bellino bellino mi preparo tutti gli indirizzi delle destinazioni in ideogrammi cinesi. Alle volte si deve desistere, scendere sconsolati e mandare in culo tutta la Cina. Poi il tassista subito dopo ti accoglie e si rivela un vero spasso che ride come un pazzo e ti parla ininterrottamente. In cinese.

 

E' vero quello che si dice dei cinesi. Sono un popolo di per sé molto riservato, a tratti anche scostante. Ma quando succede di incrociare un po' di simpatia reciproca viene fuori tutta la bellezza di un popolo con una cultura meravigliosa.  Gli insormontabili problemi linguistici per un attimo sembrano svanire. Sono pochi momenti magici che però rimangono come un piacevole retrogusto.

 

Ma in assoluto chi preferisco sono i vecchi cinesi. Quelli che a 70 anni viaggiano col triciclo per una megalopoli futuristica. Tutti intorno sfrecciano con Audi e Mercedes dai vetri oscurati, loro no: viaggiano col triciclo. E non perché siano incapaci di usare la bici (chi sa?) ma perché così possono portare dietro su una poltroncina posticcia la propria moglie (generalmente molto malmessa, la moglie). Sembrano eroi. Hanno uno sguardo duro, d'acciaio e guardano quello che li circonda con un disprezzo incolmabile. Un disprezzo pieno di dignità. Il solito disprezzo che provano per ogni straniero che viene qua. D'accordo, sono solo dei refusi della storia, uomini ai margini della società, vecchi rimasugli di un'ideologia sbagliata e criminale … si è tutto vero, ma incrociare quegli occhi è un'esperienza unica. Perché sembrano così assolutamente sicuri, profondamente tristi e sereni. Un mix che unito alla loro pelle di carta velina lascia senza fiato.

 

Un abbraccio,

momo_chin

7:17 AM - 1 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Friday, June 08, 2007

Tonight I'm sad

Ho appena finito il libro...
ho rallentato...a 100 pagine dalla fine ho diluito le letture,
poi mancavano 50 pagine...
ho resistito fino alle ultime 10 tenendo il libro vicino al letto per qualche giorno...senza leggerlo...
stanotte l'ultima pagina è arrivata.
Mi chiedo se è un mio problema immalinconirmi così ad ogni fine libro. Calvino preferiva non finirli proprio. Ma non sono così forte. Sono riuscito a non finire solo "Il giardino dei Finzi Contini", ma...insomma per ovvi motivi...
Mi chiedo se solo io affronto la fine di un libro come la partenza di un caro amico...si è vero, il libro lo posso sempre tenere accanto al letto (la vera libreria--catasta!!!), posso sfogliarlo quando mi pare etc etc...ma insomma, parliamo chiaro, non è la solita cosa.
Mi manca già l'ironia di Frank, che mi fa ridere delle sue e delle mie cose più dolorose...o il piacere di ritrovarmi nei suoi dubbi, nel suo non saper mai cosa dire!!! ah quanto mi manca!
Un approccio troppo emotivo?
momo

6:00 PM - 27 Comments - 9 Kudos - Add Comment


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