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Friday, July 25, 2008
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Hippy
I dibattiti sul 1968 a cui ho assistito nel corso di questo suo quarantesimo anniversario vertevano insistentemente su due questioni, cioè su quanto gli effetti di quella rivoluzione siano stati positivi o negativi e sui motivi che ne hanno provocato la fine. Circa il primo punto, mi sembra non vi sia alcun dubbio su quanto siano evidenti i benefici portati da quel periodo, mentre per quanto riguarda il secondo, è chiaro che quei movimenti sono stati eliminati dai governi. Ma, al di là delle diverse opinioni, ciò che mi lascia perplesso è come i veri protagonisti di quella rivoluzione, cioè gli hippy, vengano trattati alla stregua di un semplice fenomeno di moda giovanile, soprattutto in Italia, dove scuola e partiti hanno ampliamente monopolizzato quei ragazzi, distruggendone così la matrice assolutamente anarchica. Comunque sia, la sconfitta subita dai fricchettoni non pregiudica affatto una lunga serie di risultati tutt'altro che insignificanti: prima del '68, le società erano patriarcali, i maschi dominavano e occupavano ogni posizione di comando, dalla famiglia al lavoro, dall'economia alla politica, mentre le femmine venivano mortificate nel ruolo di chiocce servili, e le disgraziate che non riuscivano a sposarsi finivano la loro squallida esistenza da zitelle, suore, perpetue o prostitute; prima del '68, gli stupratori venivano puniti per aver oltraggiato la morale (ovviamente di stampo cattolico) e non per i danni recati alle donne violentate; prima del '68, il mondo del lavoro non prevedeva neanche i più elementari diritti, gli infortuni e lo sfruttamento dei lavoratori erano pari a quanto accade attualmente in paesi come il Bangladesh; prima del '68, una chiesa folle e irresponsabile calpestava la dignità degli uomini imponendo comportamenti innaturali e frustranti, favorendo così varie discriminazioni soprattutto di carattere sessuale. Prima del '68, i gay che venivano colti in atteggiamenti intimi rischiavano il linciaggio e l'arresto (oggi solo qualche pestaggio); prima del '68, l'utero e il feto erano proprietà esclusiva della chiesa cattolica e le donne erano costrette ad abortire clandestinamente in strutture fatiscenti o in case private, con un tasso di mortalità quasi epidemico. Prima del '68, il matrimonio era indissolubile, tranne che dalla Sacra Rota, e la maggior parte delle unioni erano pilotate dai famigliari stessi per motivi di interesse e di prestigio, esattamente come succede ancora nei paesi più arretrati. Prima del '68, i neri erano considerati esseri inferiori e la loro vita valeva quanto quella di un animale e ciò con il beneplacito della Chiesa; prima del '68, la gestione delle risorse del pianeta era criminale e selvaggia, proprio come accade oggi, con la differenza però che almeno ora se ne parla. Tutto questo prima del '68! Gli hippy sono gli eredi naturali della Beat generation, un movimento culturale con radici bohémien nato in contrasto alla cultura oppressiva e consumistica dell'America puritana degli anni 50 e che vede fra i suoi fondatori giovani ribelli, artisti e letterati fra cui Allen Ginsberg, William Burroughs, Jack Kerouak, Lawrence Ferlinghetti e molti altri appassionati di jazz e della poesia di Walt Whitman. Nei primi anni Sessanta, gli hippy invasero le strade da San Francisco a Londra, la quale divenne la capitale europea dei freak (l'Italietta del Vaticano e della Fiat non conobbe mai realmente l'epoca hippy), e presero vita un'infinità di gruppi rock psichedelici, fra cui i Grateful Dead, Jefferson Airplaine, Byrd, Love, Charlatans, Fugs e autori del calibro di Donovan e Bob Dylan, quest'ultimo fondamentale almeno quanto i Beatles. Imperversarono happening e trip festival a base di LSD e marijuana, Timothy Leary tenne diverse conferenze e fece centinaia di esperimenti sui viaggi lisergici. L'uso di certe sostanze era necessario per sottrarsi al condizionamento di massa e per sperimentare metodi che consentissero formulazioni di pensieri scevri dall'indottrinamento di stato. Le cose si possono cambiare solo dall'esterno. Le manifestazioni contro la guerra e a favore dei diritti civili divennero questioni prioritarie e le minoranze fino ad allora discriminate trovarono la forza di uscire allo scoperto e far sentire la propria voce. Ma fu nella famosa "estate dell'amore" che avvenne la piena consacrazione del movimento hippy, e nomi come quelli di Jim Morrison, John Lennon, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Neil Young, Frank Zappa, Roger McGuinn iniziarono a rimbalzare da un capo all'altro del pianeta. La polizia adottò drastiche misure repressive nei confronti dei figli dei fiori e le sommosse di quel periodo portarono ad un numero impressionante di morti e di feriti, ma malgrado ciò il movimento si fece sempre più robusto e influente; Rolling Stones, Buffalo Springfield, Doors, Pink Floyd, Who, Velvet Underground ne divennero i portavoce. Nonostante ciò, gli hippy iniziarono a sparire dalla circolazione verso la metà degli anni Settanta, sopraffatti dal trionfo dei regimi e del boom economico e screditati di fronte all'opinione pubblica per via di certi fatti di sangue legati a storie di droga e di sesso (emblematico e fondamentale il caso Manson). In effetti, nel momento di massima intensità di tale fermento, fiumi di eroina e di denaro si riversarono sulle strade e divennero, per quei giovani contrari ad ogni forma di controllo, fattori decisamente destabilizzanti. Fu così che iniziò il rovinoso declino degli hippy: i soldi inquinavano le menti dei deboli e agli altri bastavano gli arresti, le emarginazioni e le overdose. Ovviamente le droghe letali erano gestite dalle mafie con l'accurata regia dei governi, questo si sa, o in ogni caso lo si può dedurre molto facilmente (1 + 1=2). Il successo degli hippy non poteva quindi essere duraturo in un mondo dominato da un gruppo di individui che gestivano l'economia, la morale, l'informazione e le armi: per un pacifista era piuttosto arduo dialogare con un cattolico che gli puntava in faccia un cannone. Eppure il 1968 creò uno scossone tale da essere avvertito su tutto il pianeta; non vi fu paese al mondo estraneo ai disordini di piazza e ovunque gli eserciti si mobilitarono per contenere un fenomeno che sembrava assumere proporzioni sempre maggiori. Un vero peccato, visto che questa specie, ormai estinta da quasi 40 anni, aveva tutte le carte in regola per forgiare una società più equa, giusta e divertente, un tipo di società che ogni individuo sano di mente desidererebbe. La prima grande novità introdotta dagli hippy consisteva nell'abbattimento delle discriminazioni sociali e sessuali: i ragazzi si facevano crescere i capelli e le ragazze se li tagliavano, creando non poca confusione e sgomento nei conservatori, vestivano in mondo stravagante (a volte rubando abiti perfino ai loro nonni), esprimendo così il loro stile senza essere ostaggi delle griffe o del consumismo. Ovviamente il mercato stava molto attento a loro, tant'è che gli stilisti si diedero subito da fare per trasformare lo stile hippy in "moda" (gli stilisti dovrebbero morire e basta). La liberazione sessuale fu il punto di partenza per molti giovani che finalmente iniziarono ad amarsi senza i grotteschi rituali di seduzione e contrattazioni economiche, risolvendo perfino molti di quei disturbi mentali tipici delle società represse, come l'impotenza, la frigidità, l'aggressività, la pedofilia, le ossessioni maniacali e pornografiche. Concetti come "etero" e "omo" perdevano di significato, il sesso di gruppo e la promiscuità era la norma che lasciava sbigottiti i benpensanti, i quali vedevano vacillare le proprie granitiche certezze. È inoltre statisticamente provato che il decennio dominato dai figli dei fiori fu quello con il minor numero di fatti criminosi. Nacquero le famose comuni e altre libere forme di aggregazione in alternativa alla famiglia tradizionale, considerata uno degli orrori di questa società insieme al denaro, al potere e alle religioni. Proprio le religioni monoteiste vennero bandite dagli hippy e sostituite con differenti forme di meditazione trascendentale e di introspezione, più vicine alle filosofie orientali o a quelle lisergiche sudamericane. La società che avevano in mente prevedeva che ad ogni singolo cittadino di questo pianeta venisse concesso un pezzo di terra dove poter vivere per tutta la durata della sua esistenza, auspicando allo stesso tempo l'abolizione della proprietà privata, intesa come accumulo di ricchezze: ciò non significava l'impossibilità di costruire un proprio ambiente in piena autonomia o di custodire oggetti personali, ma si trattava più semplicemente di annullare ogni transazione ereditaria, in modo da poter condividere i beni posseduti dal defunto con la comunità. Il mondo è dei vivi, non dei morti, la terra appartiene a tutti coloro che sono in grado di calpestarla! Gli hippy non avevano alcun bisogno di possedere e consumare nulla se non lo stretto necessario. Il possesso rende avidi e schiavi, meglio quindi godere e sottrarsi alla catena di montaggio della fabbrica o dai rigori degli uffici, dato che il lavoro consuma gli esseri umani, li condiziona, li imbruttisce, li invecchia, li ammala e li uccide. Hippy, beatnik, freak, cappelloni, figli dei fiori, chiamateli come volete, ma non dimenticate che i pochi diritti che avete acquisito e quel briciolo di libertà di cui godete li dovete esclusivamente a loro!
5:35 AM
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Monday, July 14, 2008
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Finalmente il CD di Rokton
Category: Music
Un po' di tempo fa avevo sparso la voce circa la pubblicazione di un mio cd ufficiale, ma dopo diverse traversie quel progetto è naufragato e voglio quindi scusarmi con chi avevo erroneamente informato. Tuttavia, per accontentare coloro che hanno manifestato il desiderio di avere un mio disco, ho deciso di raccogliere le mie canzoni più rappresentative in un "demo", da scaricare gratuitamente con tanto di copertina da urlo realizzata da Kovre, grande talento grafico a livello europeo. Per un pubblico più esigente, ma soprattutto per i miei fans più sfegatati, ci saranno a disposizione 100 copie di qualità audio wav, stampate, numerate e firmate dal sottoscritto al costo di 25 euro comprensivo di spese di spedizione. Il prezzo può sembrare un tantino elevato ma quando sarò morto il vostro investimento vi frutterà un sacco di soldi. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite Postepay oppure Paypal. Se vuoi ordinare la tua copia scrivi al seguente indirizzo info(chiocciola)rokton.it
A presto e buon ascolto
Rokton
12:00 AM
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Monday, February 04, 2008
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ZOMBIE!
Le prime notizie riguardanti gli zombie provengono da Haiti e risalgono alla metà del sedicesimo secolo. Narrano di individui che, privati della propria volontà dopo essere stati defraudati dell'anima da parte di sacerdoti Bokor attraverso un rituale, venivano sepolti in stato letargico e riesumati successivamente per essere schiavizzati e impiegati nella raccolta delle canne da zucchero. Ma quella che parrebbe solo una scontata metafora è in realtà la condizione in cui versa almeno l'85% della popolazione mondiale. Il contagio inizia quasi sempre in tenera età attraverso l'assunzione coatta di "valori" come il denaro, la religione, la patria, la famiglia e il lavoro. Per valori si intendono i retaggi culturali comunemente condivisi da queste masse come dogmi incontestabili, le fedi sulle quali gli zombie plasmeranno le loro coscienze e su cui baseranno i loro codici di comportamento. Questi valori hanno una funzione consolatoria e fanno leva sui quesiti irrisolti che tormentano l'uomo da sempre; sono l'unica possibilità di dare un senso alla sua condizione di schiavo in un mondo dominato dalla paura, rendendolo sempre più aggressivo o remissivo a secondo del ruolo sociale e della casta di appartenenza. Gli effetti di questi valori sono molto simili a quelli dell'eroina per i tossicodipendenti e si manifestano attraverso l'alterazione della percezione della realtà (nonostante la realtà sia una convenzione poiché la verità non esiste), invalidando le regole della natura umana (unico riferimento attendibile per i sensi), e favorendo così ogni tipo di aberrazione. Il rapporto fra denaro e religione è talmente stretto che entrambe le questioni andrebbero trattate come un unico argomento: nelle società degli zombie molte confessioni religiose si arricchiscono e investono il denaro per promuovere la miseria, uno dei presupposti di base per il tanto agognato raggiungimento di millantati paradisi (è più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno dei cieli). Ne consegue che proprio la miseria sia il combustibile più adatto per alimentare queste organizzazioni coercitive, soprattutto quelle cristiane che, dai loro palazzi, gestiscono potenti ramificazioni su tutto il pianeta per l'indottrinamento mascherato da solidarietà. Se per assurdo la miseria potesse essere debellata verrebbe meno il compito delle chiese che, private della loro principale funzione (o finzione), dovrebbero chiudere i battenti. Oggi il cristianesimo e l'ebraismo dominano il mondo, dirigono l'economia, organizzano le guerre necessarie, impongono le regole etiche e morali con la forza di leggi repressive minando la stabilità mentale degli zombie, i quali sfogano tutta la loro malata frustrazione in una folle competizione che prevede anche l'omicidio. Il denaro, in quanto " valore cumulabile", è lo strumento perfetto per ricattare le masse poiché nel suo stesso principio risiede il germe della disuguaglianza, tant'è che se fosse equamente distribuito annullerebbe la sua stessa ragione di esistere; gli unici effetti garantiti da questa diabolica (o divina) invenzione sono le guerre, la miseria, le mafie, i furti, gli omicidi, il terrorismo, la prostituzione, la corruzione, le estorsioni, l'inquinamento, le malattie e la schiavitù. Dall'attico della grande piramide economica viene gettato quel tanto di spiccioli che basta a tenere in vita orde di zombie a cui viene derubato il tempo — che è l'essenza stessa della loro vita — in cambio di modelli mostruosi, colmi soltanto di illusioni, di realizzazioni fittizie e di giustificazioni di senso. L'eliminazione del denaro consentirebbe la fine di attività inutili e dannose come quelle esercitate da banchieri, agenti di borsa, burocrati, amministratori, lavavetri, politici, artisti, economisti, criminali, piazzisti, trafficanti, militari, babysitter, avvocati, giudici, poliziotti, notai, preti, suore, stilisti, mendicanti, guardie del corpo, commercialisti, i quali avrebbero la grande occasione per dare un contributo concreto alla società degli uomini e, lavorando tutti per un tempo massimo di due ore al giorno, dedicarsi finalmente al proprio meritato benessere e a quello degli altri. La guarigione è possibile, ma l'assenza di un cura farmacologica implica necessariamente una raffinata strategia da parte di quel 15% della popolazione sana per una nuova grande rivoluzione culturale in linea con quei movimenti di liberazione sconfitti dai governi quarant'anni fa, e per rivelare una volta per tutte a questi zombie, un po' come si fa coi bambini, che il loro dio tanto adorato non esiste così come non esiste Babbo Natale. Rokton
3:29 PM
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Thursday, November 08, 2007
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Morte ai porci delle compagnie telefoniche!
Pubblicato il 30 luglio 2007 su http://rokton.leonardo.it/blog
Mi chiama al cellulare una tizia di una compagnia telefonica italiana molto importante di cui non faccio il nome ma che inizia per T e che finisce per M e mi fa: "Il signor Rokton?", "Sì cazzo, sono io, chi è che parla?". "Buongiorno, ci sarebbe una promozione valida per alcuni nostri abbonati che riguarda uno sconto del 70% sull'acquisto di tutti i telefonini presso i nostri centri di vendita". "Oh cazzo, non poteva capitare in un momento migliore, pensi che il mio cellulare sta ormai tirando le cuoia …". "Bene" mi fa, "Passi in uno dei nostri centri e approfitti di questo mega scontone, bla bla bla…".
L'indomani mi reco presso uno di questi centri, parcheggio la mia potente moto sul marciapiede, entro in sto posto che sembra più un'astronave che un negozio e già li mi girano subito i coglioni perché vengo invitato da un tizio a prendere il numerino come al banco salumi di un supermercato. Boh, mi guardo in giro e siamo lì in tre gatti, quindi non capisco il motivo di questa menata, ad ogni modo schiaccio il pulsante ma il biglietto non esce. "Senti" faccio al tipo, "guarda che qui non esce un cazzo!". Il tizio viene lì e mi fa "eh si, è finita la carta". "Ma porcoXxx!!!". Il tizio si allontana e ci mette almeno 5 minuti per ritornare con il rotolo di carta nuovo, sistema l'apparecchio e mi fa: "adesso può prendere il biglietto". "Grazie tante eh!" gli faccio. Prendo il mitico biglietto e vado al bancone dove vengo accolto da una tipa moscia che mi spiega un po' la questione e scopro con mio grande rammarico che gli sconti riguardano soltanto "alcuni" telefonini di cui non me ne potrebbe fregare di meno, visto che io avrei voluto acquistarne uno di una marca precisa e di cui non faccio il nome ma che inizia con la N e finisce con la A (solo perché è l'unico con cui riesco a scrivere i messaggi). Non solo, al momento dell'acquisto non avrei potuto pagarlo in contanti neanche volendo perché l'offerta prevedeva un complicatissimo sistema di rateizzazione con un canone (mi sembra di un paio di euro al mese) addebitato sulla mia bolletta per non so quanti anni… insomma, in poche parole questi scemi-pezzi-di-merda-figli-di-troia volevano rifilarmi il solito bidone.
Ma perché vi racconto questo? Perché-io-mi-sono-rotto-i-coglioni-di-essere-tirato-per-il-culo-da-questi-sporchi-parassiti-delle-compagnie-telefoniche!
Il punto è questo: è ora di finirla, è ora di dire basta! Basta, basta, basta, BASTA a questi maiali! E' giunta l'ora di sottrarci ai loro ricatti, è ora di spegnere i telefoni e mandarli AFFANCULO! Ma dobbiamo farlo tutti insieme, tutti insieme, TUTTI INSIEME!
Chiunque abbia stipulato un contratto telefonico si sarà sicuramente trovato di fronte al dubbio se sia meglio il piano tariffario che prevede lo scatto o no alla risposta, il risparmio nelle tot ore notturne e diurne prima o dopo i pasti, quello dove hai il bonus se chiami il tal numero o quello che se chiami mentre stai cagando ti si ricarica la scheda, quello che se paghi anticipato risparmi 1 centesimo a chiamata, quello che mandi 100 messaggi gratis se compri il pacchetto estivo, quello del porcoXxx… MA OOOOOOHHHHH!!! E noi che dobbiamo star lì a pensare e ragionare sulla tariffa più conveniente come se non avessimo nient'altro di meglio da fare che decidere qual è il numero di telefono da abbinare per risparmiare un cazzo di centesimo al minuto… MA PORCO DI QUEL XXX CANE!!!
Un paragone: sarebbe come se ci facessero pagare il consumo dell'acqua in base all'utilizzo che ne facciamo, tipo se la usiamo per bollire la pasta una tariffa, se la usiamo per lavare il pavimento un'altra tariffa, se la usiamo per sciacquarci il buco del culo un'altra ancora… ma vi pare possibile? Le compagnie telefoniche fanno esattamente questo, ma stiamo scherzando? MA STIAMO SCHERZANDOOOOO???????
A me non mi frega una mazza se un telefonino naviga in internet o legge gli mp3, QUELLO CHE ESIGO è un piano tariffario unico per tutti e per tutte le ore, dove se chiamo in Bolivia o il mio vicino di casa nessuno deve sindacare sul come o sul perchè o sul porcoXxx! Tutto questo sarebbe possibile, e lo sarà di certo un domani non molto lontano, ma io lo esigo ORA, ADESSO, SUBITO, IMMEDIATAMENE !!!! Una tariffa unica non solo è possibile, ma è anche un inalienabile diritto, MA BISOGNA CHE LA GENTE LO PRETENDA A GRAN VOCE!!!!!!
Certo, mica è impresa facile, sappiamo bene con che razza di delinquenti abbiamo a che fare, al loro confronto Totò Riina e Bernardo Provenzano sono due veri galantuomini, almeno questi ultimi hanno un indiscusso carisma e un certo talento, sono uomini d'onore, mica come quelle merde dei gestori telefonici che ci fottono e che ci truffano in mille modi diversi, ingannandoci di continuo con servizi non richiesti e tariffe inappropriate, affogandoci in una mare di offerte da usurai con promozioni ingannevoli, il tutto con una spregiudicatezza che mi fa vomitare… e questo sotto lo sguardo indifferente degli italiani COGLIONI che non dicono un cazzo!
Mettiamoci d'accordo, spegniamo tutti i telefonini per una settimana, un mese, un anno, ma dobbiamo essere TUTTI d'accordo, E MADIAMOLI AFFANCULO QUESTI DELINQUENTI BASTARDI FIGLI DI TROIA DELLE COMPAGNIE TELEFONICHE, A CUI AUGURO LA MORTE, LA MORTE, LA MORTE, SOFFERENZA E MORTE, SOFFERENZA E MORTE!
Rokton
3:00 AM
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Friday, July 13, 2007
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Se Dio esistesse si chiamerebbe Lou Reed (e il mondo sarebbe migliore)
Quando ieri mi sono recato a vedere Lou Reed dal vivo non è che mi aspettassi chissà che, in fin dei conti il Grande Padre ha una certa età e una vita bella dissoluta alle spalle. La mia presenza al suo cospetto voleva essere solo un saluto un po' nostalgico e un ringraziamento per il suo contributo fondamentale alla mia esistenza. E invece… e invece non è stato un concerto, è stato IL C.O.N.C.E.R.T.O!
Un veloce riassunto degli eventi: Lou Reed arriva puntuale alle 22 con passo incerto e vestito in jeans e maglietta rossa (coincidenza piacevole visto che anch'io ero vestito proprio come lui, yeah!), seguito da un numero impressionante di musicisti (una trentina compresi i coristi), e inforcata la chitarra inizia a suonare l'annunciato "Berlin" (mitico album del 73 che dà titolo al tour). Al secondo pezzo capisco che le cose stanno andando in maniera inaspettata, e quando la sua voce intona "Lady day" mi accorgo che Lou Reed ha la stessa voce di Lou Reed! Si, si, la voce è proprio la sua, il suo timbro, il modo di modularla, d'intonarla, di scandire le parole, proprio quello di LOU REED! Quasi non ci credo. (Chi conosce Lou Reed capirà bene cosa intendo, e chi invece non lo conosce o non lo stima che continui pure a mangiare merda).
Le canzoni si alternano nell'ordine esatto del disco originale, con arrangiamenti curatissimi ma rispettosi della natura oscura di quel disco capolavoro, le versioni sono più lunghe soprattutto sui finali enfatizzati dai cori, e di ogni pezzo non avrei mai voluto sentire l'ultima battuta.
Alla fine Lou è un po' stanco ma rilassato, contento e allegro, scherza col pubblico e con la band e ci regala tre perle, esattamente "Sweet jane", "Satellite of love" e "Walk on the wild side" (quest'ultima assolutamente imprevista).
La mia impressione è che il concerto di Cremona abbia cancellato gli ultimi trent'anni di musica, ma se questa può apparire una posizione un po' estrema resta il fatto che si è trattato sicuramente di uno fra i più grandi eventi nella storia del rock.
Rokton
4:00 AM
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Monday, July 02, 2007
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Il bullismo degli adulti
Sono esterrefatto. Da qualche tempo l'informazione di stato ha deciso di romperci l'anima sul tema del bullismo. Giornali, telegiornali, programmi tv sono zeppi di notizie relative a questi (nuovi???) episodi che riguardano gesti folli e sconsiderati da parte di giovani idioti che altro non sono che il prodotto avariato degli adulti. Sociologi, psicologi, giornalisti, politici ed altri imbecilli stanno lì ad interrogarsi sul come e sul perché si sia sviluppato questo fenomeno, sulla crisi dei valori ecc ecc, intervistando gente a destra e a manca, tra cui genitori nonni zii che sgranano gli occhi davanti alle malefatte dei ragazzini. Ma io mi chiedo: essere adulti significa tassativamente essere bugiardi? Se per adulti intendiamo quegli individui che si muovono autonomi nel mondo del lavoro, della famiglia e che anagraficamente vanno dai 35 anni fino ai 60 (dopo i 60 li chiamano anziani e finiscono nel dimenticatoio), bene, come possono questi adulti aver scordato le spericolate azioni di teppismo e ribellione compiute durante la loro adolescenza? Si, perché il bullismo ha radici molto lontane nel passato, ed è parente stretto del nonnismo. Gli adulti pretendono di analizzare e curare il male nei giovani senza riconoscere che ciò che fanno i loro figli lo facevano anch'essi alla loro stessa età, negando quindi l'evidenza di quanto questo fenomeno si perpetui da sempre di generazione in generazione.
Io ricordo molto bene com'era la situazione negli anni settanta e mi meraviglio che molti miei coetanei se lo siano scordato, ma a questo punto proverò a rispolverargli un po' la memoria.
Inizierei col ricordare a questi genitori ed educatori che "ai loro tempi" i meccanismi che regolavano la loro esistenza erano pressoché identici a quelli odierni, ed esattamente come fanno ora i loro bei figli di merda, vestivano secondo la moda del periodo e preferivano i divertimenti agli studi. Non solo, ricordo perfettamente le dinamiche e le gerarchie dei gruppi e delle bande, le risse dentro e fuori le scuole, nelle discoteche e nelle sale giochi, le violenze sulle ragazze e le umiliazioni ai danni dei più deboli e degli handicappati, i furti di motorini e i saccheggi nei negozi di dischi e supermercati. Come se ciò non bastasse, in quell'epoca c'erano anche scontri fra fascisti e comunisti, vere e proprie guerre fra scuole private e scuole pubbliche, con molti feriti e anche qualche morto.
Inoltre, gli adulti sostengono che i giovani facciano sesso sempre più precocemente. Ma quando mai? Ma dove hanno vissuto la loro adolescenza questi vecchi rincoglioniti, tutti in collegio dalle suore di clausura con le catene alle caviglie e nutriti a minestrine di bromuro?
Vi dirò io come erano bravi da piccoli questi adulti, e lo farò raccontandovi episodi che il piccolo Rokton, figlio di una stimata e benestante famiglia borghese, ha eroicamente condiviso con molti altri ragazzini durante la sua adolescenza, sotto gli occhi di tutti i coetanei del tempo.
Quinta elementare: a dieci anni ci si appartava sovente durante la ricreazione ad esplorare fra le cosce delle compagne di classe palpeggiando tette ancora inesistenti. A undici anni: la prima leccata di figa (esperienza per la verità vomitevole) a delle tipe in colonia dentro una tenda canadese. Sempre a undici anni: i primi giornali porno che ci passavano i ragazzi grandi di dodici e tredici anni e via giù con le seghe di gruppo. Dodici anni: i primi cazzotti, i primi furtarelli e le prime sigarette. Sempre a dodici anni: campo estivo scout, assalita una baita di montagna, sfondata la porta a calci, irruzione selvaggia, rubato e devastato quanto più possibile (ASCI, associazione scout cattolici italiani). Tredici anni: nei bagni della scuola, durante una ricreazione, in quattro addosso ad una compagna di classe che, spogliata e palpeggiata ovunque, corre dal preside in lacrime, denunciandoci e procurandoci la meritata sospensione di una settimana. Per ritorsione nei confronti del preside sfasciati i fari della sua Mercedes e frantumati una paio di finestrini. Nel frattempo si continua a fumare e dal tabaccaio, mentre uno di noi compra le sigarette, gli altri si riempiono le tasche di tutto ciò che si può rubare. Qualsiasi cosa. Avremmo rubato anche le candele in chiesa pur di sgraffignare qualcosa per sentirci forti e coraggiosi. Sempre a tredici anni: i primi spinelli e i primi rapporti sessuali anche promiscui; era una prassi normale fare sesso prima con una ragazzina, poi con un'altra, e poi con un'altra ancora nell'arco di due ore durante le cosiddette "festine" (queste ragazzine non erano alieni venuti da un altro pianeta, bensì le vostre care mammine o mogliettine). Quattordici anni: i primi acidi e i primi pugni che ti lasciano le nocche spellate, e ancora palpeggiamenti e atti violenti sulle compagne, telefonate anonime durante la ricreazione per far evacuare la scuola con falsi allarmi bomba, gomme da masticare dentifricio e colla sulle sedie delle prof, un topo morto nel registro di classe. Un giorno un mio compagno mi mostra da sotto il banco una pistola carica con il colpo in canna. Che figata! Diventa subito il mio eroe! Sempre quell'anno, il mio primo motorino rubato, un Ciao, per pagare un debito a un tizio che mi aveva dato dell'oro da vendere ma che per una serie di vicissitudini avevo perduto. Quindici anni: durante un'ora buca, incendiata una tettoia adiacente alla scuola e che custodiva due auto, semplicemente gettando quaderni in fiamme dalla finestra. Fondamentale l'intervento dei pompieri. Pochi giorni dopo, dall'ultimo piano della scuola, manciate di terra prelevate dai vasi delle piante venivano gettate sopra le auto, le moto, le bici in transito nella strada sottostante, finché un giorno una donna grondante di sangue viene portata via dalla croce bianca: scoprimmo così che fra la terra a volte si possono nascondere anche dei sassi. Quindici anni: il primo arresto per furto in un negozio, le manette, il viaggio in questura sulla voltante della polizia, lo strazio dei genitori. Sedici anni: coltelli a scatto in tasca, botte da orbi in discoteca, furti, riciclaggio ed elaborazione di motori a vespe e motorini, a cui facevamo il pieno di sera succhiando la benzina dalle auto in sosta, con tubo di gomma e bidoncino.
Ma genitori e tutori dell'educazione non si ricordano più nulla, si meravigliano del bullismo e ripetono: "aaahh, ai miei tempiiii…". Addirittura un paio di loro (il caso è di pochi giorni fa), invece di spaccare la testa a loro figlio perchè violento e intollerante nei confronti dei gay, chiedono risarcimenti allo stato perché lo stronzetto è stato umiliato dall'insegnante che l'ha giustamente punito.
Ora, è chiaro che se i figli sono idioti è per colpa dei modelli che gli adulti ignoranti gli inculcano, ed è altrettanto ovvio quanto gli adulti, a loro volta, siano stati anch'essi vittime dei loro stessi genitori.
Il male dei giovani è lo stesso degli adulti e deriva essenzialmente dal disagio mentale che nasce da imposizioni di regole morali e comportamentali contro natura, in un sistema basato sulla competizione e su quell'idea bislacca che il migliore debba vincere ad ogni costo. Il bullismo è questo: dimostrare a tutti di essere il più forte, il più coraggioso, perché chi vince le sfide conquista il rispetto e la stima sia dei buoni che dei cattivi. ma l'aspetto più drammatico è che questi atteggiamenti non si arrestano in età adulta, al massimo vengono affinati e mascherati.
Ma dico io, è mai possibile obbligare un povero bambino o un adolescente ad alzarsi alle sette di mattina per andare a scuola? MA QUESTE SONO COSE DA PAZZI E CHI CONDIVIDE QUESTO SISTEMA E' UN CRIMINALE! I giovani dovrebbero giocare, scopare, oziare, scoprire la vita grazie al loro istinto, riconoscere e sviluppare il loro talento e la loro genuina creatività attraverso la loro esperienza, e non venire condizionati dalle tare mentali di adulti ritardati che li invalidano e li corrompono per un ricambio generazionale su misura, con metodi da caserma, da ufficio, da fabbrica, e che li violentano con quei valori devianti di cui è impregnato il nostro mondo! Eccoli qui i "vostri" ragazzi: repressi da una becera cultura scolastica di stato, cresciuti con l'idea di dover entrare a far parte del mondo del lavoro per fare denaro, di dover imbastire a loro volta mostruose famiglie, il tutto sotto una dittatura clericale che ancora insiste col ricatto del "peccato" (termine questo che dovrebbe essere bandito da ogni dizionario esistente: non esiste nessun peccato, al massimo esiste il reato, che è cosa ben diversa!).
Voglio concludere con una citazione che ho avuto l'occasione di ascoltare durante un reading di Fausto Rossi, tratta da un libro di Thomas S. Szasz e che mi sembra particolarmente illuminante. Ve la riporto così com'è scritta: 1970. Il dottor Albert Szent-Györgyl, premio Nobel per la medicina e la fisiologia, in risposta a chi gli domanda che cosa farebbe se avesse vent'anni, afferma: "Condividerei con i miei compagni di classe il rifiuto di tutto il mondo nella sua forma attuale, tutto quanto. Vale la pena di studiare e lavorare? Fornicare, ecco una cosa buona. Che altro si può fare? Fornicare e prendere droghe contro la terribile razza di idioti che governa il mondo".
Rokton
2:00 AM
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Monday, June 11, 2007
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Lo sterco del demonio
Per quanto scontato e banale possa essere, "lo sterco del demonio" è il titolo perfetto per questo post ed ogni tentativo di trovarne uno più adatto è stato vano.
Bisogna abolire il denaro. Non c'è alternativa. Il denaro è un insulto all'intelligenza e uno schiaffo alla giustizia. Finché non metteremo al bando monete, banconote, azioni, obbligazioni, sarà assolutamente vano ogni tentativo per risolvere problemi di fame, guerre e schiavitù. E per "schiavitù" non mi riferisco solo agli sfruttati del terzo mondo, ma anche a quell'esercito fantozziano che si alza tutte le mattine alle sette per andare a lavorare in un ufficio, in una fabbrica, in un magazzino, e che baratta la propria mediocre esistenza in cambio di un mediocre stipendio per mantenere una mediocre famiglia in attesa di una mediocre pensione fino all'ultimo atto liberatorio che è la morte. Sì, perché è proprio nei paesi più industrializzati che il denaro influenza l'esistenza più della natura stessa. La gente è convinta che il denaro sia uno strumento di misura e di scambio al proprio servizio e che senza di esso il nostro progresso non esisterebbe, mentre in realtà il denaro non è che un ostacolo allo sviluppo ed è il più grande mezzo di oppressione di massa che i padroni del mondo siano riusciti ad imporre per consolidare il loro potere.
Ma cos'è il denaro? Tecnicamente non è altro che una "promessa" di credito, vale a dire un titolo a cui corrispondono uno o più beni. Ogni stato batte moneta in rapporto alle risorse acquisite, che consistono in oro, terre, minerali, energia e molte altre ricchezze già esistenti sulla terra naturalmente. Ne consegue dunque che, sin dall'antichità, un pugno di uomini ha illegittimamente sottratto al mondo intero un'incalcolabile quantità di risorse comuni con la forza e con l'inganno. L'invenzione del denaro è servita a pochi potenti per legalizzare e ufficializzare il frutto di tutti questi saccheggi: sovrani, nobili, dittatori, stati, chiese e grandi famiglie sono stati e sono tutt'ora nient'altro che tiranni e sfruttatori.
Sono passati quasi tre millenni da quando i Lidi coniarono le prime monete, eppure ora come allora la storia dagli uomini è un susseguirsi di episodi sanguinosi nei confronti di altri uomini, e tutto per il conseguimento di un unico scopo: il potere. Il denaro non è altro che il mezzo adatto per il raggiungimento del potere e tutti, ma proprio tutti, lo esercitano sugli altri nel proprio ambiente e nella misura che gli è consentita. Come bestie. Gli esseri umani, che tanto si vantano della loro capacità e intelligenza, altro non fanno che agire secondo le leggi della giungla scannandosi l'un con l'altro. La chiamano civiltà. Come nel regno animale gli uomini si sfidano su ogni terreno e il più forte vince imponendo il suo dominio e definendo il proprio territorio. Gli uomini non sono altro che bestie tecnologiche e paranoiche. Nient'altro. I padroni del mondo si passano di mano in mano fortune colossali sottratte ai popoli nel corso dei secoli, e i popoli non solo legittimano tutto ciò, ma addirittura esprimono ammirazione nei loro confronti. Ne consegue che, al massimo, i poveri invidino i ricchi anziché odiarli come aguzzini, e coloro i quali riescono a costruirsi una fortuna dal nulla vengono osannati per il loro successo, senza però considerare che chiunque sia riuscito a "farsi strada" ha necessariamente schiacciato e privato di risorse qualcun altro. Fatto sta che le nostre esistenze sono avvelenate dal denaro perché, volenti o nolenti, siamo costretti a procuracelo per "sopravvivere", e questo meccanismo è riuscito a rendere il denaro più importante dell'aria, dell'acqua, della vita, di tutto. Il nostro tempo è sacrificato principalmente per racimolare soldi, le nostre cassette della posta esplodono di bollette, pubblicità ed estratti conto bancari. Dopo aver guadagnato un miserabile stipendio lavorando otto ore al giorno, siamo costretti ad impiegare altro tempo prezioso per gestire le spese, far quadrare i conti e proteggere il poco che avanza da furfanti, venditori, stato, consulenti finanziari. Non solo, anche il nostro tempo libero ruota costantemente attorno al denaro, materialmente e concettualmente: lo svolgimento di qualsiasi attività extra lavorativa richiede quattrini, mentre le conversazioni fra amici e parenti vertono sovente sugli investimenti migliori da fare, le condizioni sul posto di lavoro e i rapporti difficili fra colleghi. Qualcuno ricorderà quel periodo di pochi anni fa in cui tutti giocavano in borsa guadagnando soldi a palate, finché un giorno anche quel sogno si è infranto lasciando alcuni col portafoglio pieno ma moltissimi altri col culo per terra. A gestire il sistema denaro sono coloro che fanno il gioco delle tre carte, prima ti lasciano vincere ma alla fine t'inculano, se non sei in grado di ritirarti in tempo.
Quello che è successo in Argentina può succedere ovunque, non è certo stata la prima volta che i risparmiatori si sono ritrovati con un mucchio di carta straccia fra le mani (es. nel 1929). Si potrebbero citare anche la Cirio, la Parmalat, ma questo non è un trattato di finanza e quindi chiudo qui il discorso (a proposito, mi risulta che il Tanzi "amico intimo dei pretacci" non solo sia libero come un fringuello ma che si sia rimesso in affari alla faccia di tutte quelle "migliaia" di poveri cristi che gli hanno regalato i risparmi di una vita e che ora, al posto di organizzare sit-in di massa con tende e roulotte fuori dalla sua lussuosa villa, siano a casa leccarsi le ferite).
Perfino la salute viene dopo il denaro, perché le malattie col denaro si possono curare, senza di esso invece si può solo pregare. Non a caso sono stati inventati idoli, madonne e quant'altro. I ricchi credono in dio solo per convincere i poveri della sua esistenza. E' fondamentale per i ricchi che le masse rimangano ignoranti, perché qualora si riprendessero dallo stordimento della fede, succederebbe un gran bel casino.
La prova che il denaro sia più importante della vita stessa si evince dal fatto che ogni uomo ha un prezzo differente a secondo del ruolo sociale che ricopre: se investi uno e lo ammazzi la tua assicurazione pagherà un premio alla famiglia in base al "valore economico" della vittima. Ogni vita umana ha un prezzo differente stabilito da un listino vendite straordinariamente dettagliato e preciso.
Anche la politica si è ormai appiattita nello squallido compito di "far quadrare i conti", ma perfino l'ultimo degli idioti sa bene che i conti li sanno fare meglio gli economisti e i contabili, quindi a che servono i politici? E qui sorge un altro problema. Le leggi che regolano questa economia prevedono solo concorrenza fra stati. In Europa si stanno pianificando strategie di mercato per contrastare l'invasione cinese. Bene, altre guerre in vista. Ma è mai possibile che la logica del mercato debba sempre prevedere il successo di questo o di quello stato a discapito di altri? I cinesi ci faranno il culo, questo è poco ma sicuro, ma sarebbe poi consolatorio il caso in cui dovessimo essere noi a fottere loro? Io lo troverei egualmente mostruoso. Quando il successo di una nazione deriva dalla sopraffazione di un'altra, questo si chiama crimine contro l'umanità e non si può certo esserne orgogliosi.
Ma uno degli effetti del denaro è proprio questo, e cioè quel senso di onnipotenza che esso regala a chi ne possiede o a colui che se ne appropria in un modo o nell'altro, perché esso è l'unica vera grande droga che mai gli uomini abbiano prodotto, spacciato e consumato. Schiere di imbecilli si scagliano contro gli spinelli, mentre il denaro è l'unica vera droga esistente, la più pesante e distruttiva, peggio dell'eroina e del crack, la sola in grado di condizionare ogni nostro pensiero, azione, sentimento e causa prima di morte nel mondo. E sono proprio i sentimenti a subire le alterazioni più evidenti, tant'è che non ci si rende nemmeno conto di quanto essi abbiano ormai raggiunto connotati sempre più ambigui. La gente partecipa con ansia alle vicende degli ingegneri regolarmente sequestrati in Nigeria dai guerriglieri del Mend, e tira un sospiro di sollievo quando essi vengono rilasciati: ebbene, per quel che mi riguarda questi ingegneri altro non sono che complici di criminali che stanno depredando il continente africano e i loro rapitori sono autentici gentiluomini visto che manco gli piantano un proiettile in testa. E per quel che riguarda i nostri soldati in Iraq, mai e poi mai mi sognerei di condividere oscenità del tipo "dieci, cento, mille Nassirya", ma sarebbe più opportuno chiamare questi militari con il loro vero nome, cioè mercenari, altro che eroi! Provate voi a mandarli in Iraq o in Afghanistan senza una remunerazione più che vantaggiosa. E' questo che intendo quando parlo di inquinamento dei sentimenti, perché nella testa di questa gente è probabile che si crei anche una sorta di "buona fede nelle intenzioni", ma se questo spirito umanitario non fosse supportato da una massiccia iniezione di denaro, neppure esisterebbe. E questo vale per ogni nostra singola azione, anche quella che potrebbe sembrare la più disinteressata.
Ma gli schemi si ripetono e non c'è il tempo di "pensare", perché al nostro ingresso nel mondo veniamo immediatamente addestrati da genitori irresponsabili, da una scuola criminale, da uno stato ignobile verso quello che sarà il nostro peggiore incubo, cioè la vita. Beati coloro che non se ne rendono conto, anche se ciò non li esonera dal pagare a loro volta conti salati con depressioni, esaurimenti, frustrazioni, fallimenti, malattie, invidie, suicidi, carcere e senza nemmeno capirne il perchè. Irresponsabili che idolatrano il successo dei potenti, i quali come ringraziamento gli sbattono in faccia tutto il lusso di cui dispongono, regalandogli l'illusione di poterne godere a loro volta, un giorno forse, se ne saranno in grado. Ma la coperta è troppo corta e non ce n'è per tutti, e finché ci saranno uomini in grado di viaggiare con auto che costano come appartamenti, navi grandi come città, aerei privati, troie di lusso, gioielli di lusso, opere d'arte di lusso, i poveri non finiranno mai di essere tali, ma soprattutto saranno sempre la maggioranza. E quando penso a quegli idioti genuflessi davanti ai loro eroi della Formula Uno, dello sport, del cinema, della moda, della musica, del gossip, dell'industria, be', a loro va tutto il mio disprezzo e la mia pietà, e credo a questo punto che si meritino il letamaio in cui vivono.
Per concludere, insisto sul fatto che, oltre ad essere un' arma micidiale nella mani sbagliate, il denaro è un sistema vecchio, obsoleto, è una forma di baratto col vestito della festa e ha ormai fatto il suo tempo, è ora di mandarlo in pensione. Ma perché ciò un giorno possa avvenire è indispensabile iniziare a mettere in discussione tutti quei valori dominanti e quella "falsa coscienza" di cui siamo impregnati fino al midollo, liberandoci così da pensieri indotti e da ogni tipo di religione e idea soprannaturale, perché una società giusta ed equilibrata prevede necessariamente persone sane di mente.
L'utopia è solo un domani più lontano degli altri.
Ciao a tutti e viva la figa!
Rokton
12:00 AM
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Monday, May 21, 2007
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Se vuoi vedere come è fatto un cretino accendi la TV
Pubblicato il 8 maggio 2007 su http://rokton.leonardo.it/blog
Se vuoi vedere un bugiardo accendi la tv. Se vuoi vedere un ignorante, un megalomane, una prostituta o un ritardato mentale accendi la tv. Non ti puoi sbagliare, sintonizzati su un canale qualsiasi a un ora qualsiasi di un giorno qualsiasi e ti troverai di fronte un impostore che ti tratterà come un idiota. Nell'immensa cloaca televisiva il telespettatore è il numerino indispensabile agli indici di ascolto per aumentare il valore dei contratti pubblicitari e gli stipendi di una folta schiera di miserabili sanguisughe. Nella medesima cloaca si forma la coscienza comune e l'omologazione di massa più bieca, e non basta spegnere la tv o cambiare canale, no, la televisione ti divora anche se non l'accendi, perché quando ti ritrovi per la strada, al mercato, al lavoro, al bar, la televisione ti aggredisce riflessa nella gente che frequenti, che veste come dice la tv, che ragiona come dice la tv, che parla dei programmi che fanno in tv, che compra i prodotti che vede in tv.
Tutto questo ancora per una decina di anni, dopodichè la tv sparirà finalmente dalle nostre case lasciando il suo posto a internet, e poi si vedrà. Ma per ora, gli italiani, e non solo loro, restano ostaggi di questa piovra agonizzante che non molla la preda e che rimane il mezzo di comunicazione più seguito e credibile.
Già negli anni Sessanta, il grande Pierpaolo Pasolini evidenziò i disastri che questo strumento di propaganda avrebbe creato, ma nel pieno del boom economico, venne considerato più o meno una Cassandra e ignorato. Inoltre era frocio, dunque che credibilità poteva avere in un paese incivile come l'Italia? Pasolini aveva capito che lo stato e gli organi d'informazione stavano facendo a pezzi la nostra cultura, e infatti, abbandonato dalla sinistra e aggredito dalla destra e dai democristiani, venne fatto fuori, dando origine all'ennesimo caso giudiziario irrisolto. Ah! Che sia chiaro, lo Stato è responsabile della morte di Pierpaolo Pasolini!
Illuminante il dibattito televisivo condotto dal vecchio Biagi nei primi anni Settanta (incredibile come Biagi fosse già vecchio quaranta anni fà…) durante il quale alla domanda del giornalista: "Noi stiamo discutendo tutti con una grande libertà senza alcuna inibizione o no? Lei non può dire quello che vuole?", Pasolini rispose: "No, non posso dire tutto quello che voglio, non potrei perché sarei accusato di vilipendio".
Sono passati decenni da quell'episodio, ma le cose non sono affatto cambiate: dalla televisione fuoriesce sempre la solita brodaglia avariata, lo stato continua a promuovere i soliti valori come la chiesa, la famiglia, il lavoro, l'economia, il proibizionismo. In qualsiasi programma televisivo vedi solamente venditori senza scrupoli, teste vuote, fighe scosciate con labbroni tumefatti e tette al silicone, cantanti, attori, sportivi, psichiatri, giornalisti, preti, politici, servi, maghi che promuovono sempre e solo "virtù" e "valori" cristiani. Poi fa niente se in camerino si fanno inculare anche dai cani mentre sniffano piste di coca.
Nei reality invece puoi scopare, scorreggiare, vomitare, ma se solo dici una bestemmia vieni espulso. Incredibile. Io non so se gli italiani sono imbecilli per colpa della televisione o se la televisione è imbecille per colpa degli italiani, fatto sta che questo paese sta diventando ogni giorno più invivibile.
Poi c'è la faccenda del canone. Lo Stato utilizza la televisione per imporre il proprio potere sui cittadini, e i cittadini devono pagare una tassa per subire le sue leggi oppressive. Questa è bella. Sarebbe come se un negriero si facesse risarcire dai propri schiavi il noleggio delle catene con cui li tiene imprigionati! Ogni famiglia deve pagare cento e più euro all'anno per subire le prepotenze dello Stato e per vedere vallette sanremesi o altri bastardi guadagnare milioni di euro per programmi inguardabili. Non solo, i soldi estorti con la forza ai contribuenti servono anche per produrre film e fiction al cui confronto le telenovelas sudamericane sembrano dei veri capolavori. Insomma, una fitta schiera di incapaci (li chiamano artisti) batte quotidianamente alle casse dello stato per farsi produrre lavori ignobili e vergognosi, registi, attori che meriterebbero di essere spediti a lavorare nelle miniere di carbone in Cina a calci nel culo.
Concludendo, fra programmi di gossip, cucina, diete, oroscopi, previsioni del tempo, Lucignolo, Studio Aperto, Italia sul Due, Amici, A sua immagine, Mezzogiorno in famiglia, Domenica In, Buona Domenica, piazze, case e isole varie e chissà quante altre schifezze che non sono riuscito a scoprire, le rare cose di qualità sembra arrivino ancora dagli Stati Uniti (mi costa ammetterlo ma è così), una su tutte, i Simpson.
E' singolare come le uniche "persone serie" in tv siano i "comici", mi vengono in mente Grillo, Luttazzi, Litizzetto, Gnocchi, Chiambretti e pochissimi altri, ma non sono che una goccia in un mare di nefandezze in cui il popolo italiano sta letteralmente affogando.
Rokton
5:17 AM
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Tuesday, May 01, 2007
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Allarme sicurezza
Pubblicato il 13 apr 2007 su http://rokton.leonardo.it/blog
I cittadini reclamano sempre più sicurezza da parte dello stato e delle forze dell'ordine, ma sembrano non accorgersi che tutto ciò viene barattato con un bene molto più prezioso, cioè la libertà.
Fin dal primo vagito veniamo defraudati di mente e corpo, che divengono proprietà dello stato, il quale ci forgia fino a trasformaci in perfetti cittadini, oppure, laddove la programmazione fallisce, in emarginati. Ma queste sono ovvietà trite e ritrite, e cercherò quindi di venire subito al sodo.
I sistemi di controllo di massa stanno raggiungendo livelli intollerabili e sarebbe il caso di domandarci, esiste un limite? Al momento la risposta mi sembra del tutto negativa, soprattutto visti i continui progressi tecnologici che in questo campo non lasciano intravedere un futuro sopportabile. Letteratura e cinema si sono già largamente occupati dell'argomento, nonostante ciò in pochi sembrano rendersi conto degli scenari apocalittici che ci aspettano: in fin dei conti, quello che più interessa alla massa è la garanzia di un organo che sorvegli la sua incolumità e sicurezza, chi se ne frega se ciò comporta l'annullamento dell'individuo e della sua volontà. Ormai siamo diventati come indistinte cellule, manipolate da un unico grande organismo (il mondo), la cui mente (la classe dominante) decide come intervenire su quegli individui che, in qualche modo, sfuggono alla logica perversa di questo mostruoso sistema.
E così tolleriamo che le nostre conversazioni telefoniche vengano intercettate da giudici e poliziotti, che i nostri spostamenti siano sorvegliati da telecamere sistemate ovunque per le strade, nei supermercati, negli uffici, nelle fabbriche, nei locali pubblici, che le nostre infrazioni vengano registrate da apposite apparecchiature, che la nostra vita diventi totalmente trasparente per i detentori del potere. E nessuno fa niente, nessuno si oppone a questa aberrazione, perché ci hanno raccontato che solo in questo modo le autorità possono catturare terroristi, mafiosi, evasori… già, e la gente ci crede pure, e dorme sonni tranquilli perché la mamma-stato veglia suoi pargoli-cittadini (del cazzo).
Carte di credito, navigatori satellitari, internet, telefonia fissa e mobile, tutto ciò che ci viene spacciato come tecnologia a servizio dei nostri bisogni, è in realtà un tranello da cui ora è impossibile sfuggire. Ma il peggio è che i governi non si limitano a spiare e controllare tutte le nostre azioni, no, loro possono anche introdursi (il)lecitamente nel nostro corpo per verificare che le sostanze da noi assunte siano compatibili con quelle che "loro" hanno stabilito. Ed è qui che avviene ciò che io ritengo sia la forma di sopraffazione più clamorosa nei confronti degli individui: i governi, sempre sostenuti dall'opinione pubblica, ci violentano fisicamente oltre che mentalmente, invadendo anche il "nostro" corpo, sottoponendoci a controlli antidoping, palloncini per rilevare il tasso alcolico, tamponi antidroga, ecc. E la gente che fa? Permette tutto ciò senza battere ciglio: è in gioco la nostra sicurezza sulla strada, sul lavoro, ovunque. Un qualsiasi cazzone servo dello stato si permette il lusso di entrare a frugare nel nostro organismo, di violare la nostra persona per esaminare il nostro dna, il sudore, i capelli, lo sperma… ma porca di quella troia, è mai possibile che nessuno si accorga di ciò che sta avvenendo?
Uno sportivo deve subire l'umiliazione di essere esaminato come una vacca al mercato del bestiame, un'automobilista deve perdere il proprio lavoro perché la quantità di alcol ingerito supera il limite di sicurezza deciso dallo stato – una volta per vedere se uno era ubriaco bastava farlo stare in equilibrio su un piede solo, non era sufficiente? –. Tra i tanti incidenti che ho avuto nella mia vita, e sono parecchi, non ce n'è uno, dico UNO, che mi sia capitato guidando sotto l'effetto di alcol. Decine di volte ho guidato ubriaco, guarda caso quando frequentavo discoteche, ma ogni volta che mi sentivo su di giri me ne tornavo a casa pian pianino e prestando la massima attenzione anche alle lucertole. Insomma, a uno che ha bevuto un bicchiere di vino in più, gli ritirano la patente, ma allora perché a uno che guida con la febbre non gli danno l'ergastolo?
Lo stato ti fotte se hai bevuto o ti sei fatto uno spinello, ma questo stesso stato permette ai costruttori di auto di produrre automobili-proiettile che viaggiano a più di 200 all'ora!
Germania a parte, non c'è una strada in tutta Europa dove si possono superare i 130/140 all'ora, com'è spiegabile dunque che circolino tali bolidi? Non sarà forse che stato e gruppi industriali facciano parte della stessa cupola? Era ovviamente una domanda retorica.
Riassumendo siamo schedati, sfruttati, condizionati, ricattati, repressi, spiati, violentati, sondati, analizzati, umiliati, e questo non è che l'inizio, il mondo sta diventando sempre più piccolo e già adesso non esiste più un posto dove potersi salvare.
Fanculo ai governi, fanculo agli stati, alle regioni e ai comuni!
Rokton
3:55 AM
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Tuesday, April 10, 2007
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Chiesa, famiglia e altre castronerie
Pubblicato domenica, 11 marzo 07 su http://rokton.leonardo.it/blog
Con i cattolici c'è proprio da andar giù di testa. Anche con gli altri invasati religiosi e stregoni vari, ma io parlo dei cattolici perché è da loro che mi sento assediato in questo paese di merda che si chiama Italia. Ma di che cazzo puoi discutere con un cattolico!? Va bè, di calcio, di Formula Uno, di gossip, oppure parli col fornaio o il salumiere quando fai le spese, o col benzinaio quando fai il pieno e con il passante a cui chiedi un'informazione, col vigile quando ti multa o col mafioso quando ti chiede il pizzo, ma è possibile parlare della "vita" con un cattolico? Qualsiasi ragionamento con un credente diventa sterile, banale, scontato, si sa già come la pensa, è inutile affrontare temi importanti come i diritti, il sociale, la politica, lui parla col vangelo in culo e ne va pure bello fiero della sua "fede". E il bello è che se gli dici che sei ateo ti guarda anche in modo sospetto, come se fossi tu quello fuori di testa, e ti dice "non puoi capire, è una questione di fede, o ce l'hai o non ce l'hai". Già, la fede… ma queste pecore conoscono il significato del termine "fede"? Diamo un'occhiata sul dizionario: "credenza ferma e certa che si fonda su un interiore convincimento o su un'adesione all'autorità di altri, senza bisogno di prove di fatto o di dimostrazioni logiche". Ci può arrivare un cattolico a capirlo o bisogna affiancargli un maestro delle elementari? La fede è testardaggine, ottusità mentale, la fede è incompatibile con la ragione! Di per sé, del fatto che esistano i cattolici non me ne potrebbe fregare una sega, esattamente come i testimoni di Geova o altri mentecatti, ai quali puoi sempre versare addosso un secchio di piscio quando ti suonano il campanello di casa; il problema è che i fanatici seguaci di Cristo condizionano da duemila anni la vita di tutti, credenti e non, interferendo con la vita politica, con le questioni scientifiche, monopolizzando i mezzi di informazione, pretendendo di stabilire un'etica che deve valere anche per quelli a cui di dio non gliene può sbattere una straminchia di niente! Non solo, hanno così ben consolidato il loro potere nel mondo, con guerre, repressioni, defraudando interi popoli di oro e ricchezze, bruciando, torturando, sterminando, discriminando intere civiltà, etnie, minoranze, che poi il polacco fa addirittura il mea culpa per le responsabilità sui misfatti della Chiesa nel corso della storia… restituissero il maltolto invece di scusarsi! Bastardi! E tutto questo in nome di un ipotetico Cristo inchiodato su una croce, che manco si sa se abbia davvero fatto tutte quelle puttanate che ci raccontano da sempre, né se sia mai realmente esistito. Il punto è questo: finché gli uomini non riusciranno a sottrarsi agli obblighi e ai sensi di colpa che le chiese gli riversano addosso, sdoganando il sesso e restituendo ad esso la sua vera funzione, conquistando la libertà di decidere sulla "loro" esistenza nell'assoluto e libero arbitrio, ponendo fine all'imposizione di esempi osceni come la famiglia, restituendo la dignità a tutte quelle minoranze che ancora oggi pagano il prezzo più alto di emarginazione sociale, fino ad allora non ci saranno molte speranze per un futuro sopportabile. E, a proposito della famiglia, aggiungerei che sarebbe ora di smetterla con le politiche ad essa dedicate! Al contrario, io sui figli ci metterei pure una tassa, perché di tutto c'è bisogno tranne che della procreazione forzata dalla chiesa. Chi i figli non se li può permettere la smetta di farli e di ricattare la società! Un dato: trent'anni fa eravamo in quattro miliardi di individui, oggi quasi sette e di questo passo fra un'altra ventina d'anni saremo in più di dieci miliardi! Cazzo! Qui o colonizziamo qualche altro pianeta o presto altro che guerre avremo per l'approvvigionamento delle risorse primarie! 'Sti cattolici con le loro famiglie di merda, un sistema che altro non fa che produrre sempre nuovi schiavi (i componenti delle famiglie tradizionali) ed emarginati (i single, i separati, i divorziati, gli orfani, i gay…). Io ci vomito sulle famiglie che tanto vorrebbero i vari Mastella, Bondi, Bindi, Binetti, Buttiglione, Rutelli, Fini, Andreotti, ecc…: nonostante un' infinitesimale percentuale delle famiglie riesca a mantenere una parvenza di serena stabilità, nella stragrande maggioranza dei casi non sono altro che il contesto peggiore dove crescere persone serene e sane di mente. Ci raccontano che le famiglie sono in crisi perché la gente non ha più valori, mentre in realtà sono solo i nodi che arrivano al pettine e, con il declino della famiglia patriarcale – modello aberrante di organizzazione sociale –, finalmente si aprono spiragli alternativi. Certo, il caos regna sovrano, la gente è allo sbando e proprio le mura domestiche sono l'habitat naturale dei virus delle violenze fisiche e psicologiche su donne e bambini, lo scenario di stragi e suicidi, la dimostrazione stessa dell'impossibilità di rispettare i patti o giuramenti che siano, fra cui il più improbabile e crudele di tutti, cioè quello della fedeltà coniugale. Ora, in tutta la mia vita non ho mai, dico mai e poi mai conosciuto un marito che non avesse tradito la propria moglie almeno una, due, sei, dieci, venti volte. E' quindi evidente che, con questi presupposti, un matrimonio non può che essere fondato sulla menzogna, sulla frustrazione, sulla mediocrità, e poggiare su basi d'argilla. D'altronde il sistema famiglia consente alle classi dominanti di mantenere inalterato il loro potere: gli schiavi sono necessari, senza di essi come potrebbero esistere i padroni? Una volta entrato nella gabbia del matrimonio, uscirne non è così semplice, a meno che non si abbiano un sacco di soldi: i divorzi costano cari e, guarda caso, chi colleziona il maggior numero di divorzi e matrimoni sono sempre gli appartenenti all'Olimpo del potere economico. L'Italia è l'ultimo baluardo cattolico dell'Europa, oltre che il suo paese culturalmente ed economicamente più arretrato. Perfino la Spagna, uscita recentemente da una dittatura, ci è passata sulle orecchie! E questo lo dico a quelle teste di cazzo che menzionano normalmente Zapatero come esempio negativo… svegliatevi stronzi! Zapatero è un eroe, oltre che un grande rivoluzionario! In tutta l'Europa questioni come le unioni civili, la ricerca sulle cellule staminali, l'eutanasia, la prostituzione, la droga sono già state affrontate da decenni e, in molti casi, risolte, mentre gli italiani stanno ancora lì ad ascoltare i soliti quattro deficienti al servizio del Vaticano. Ma dico io, gli italiani lo sanno di essere in Europa? Pensano davvero di essere gli unici intelligenti in un mondo di imbecilli? Sembra la barzelletta del tizio che prende l'autostrada al contrario e si stupisce del fatto che tutti gli vengono addosso… Ma porca di quella puttana troia! Il punto è questo, e qui mi rivolgo ai sani di mente, non certo ai cattolici: o ci liberiamo dei preti, dei vescovi, del papa che scorreggia frasi del tipo "il mistero insondabile della divina volontà", o questo paese di sottosviluppati mentali resterà il solito fanalino di coda, sempre che un giorno non si spenga definitivamente.
Rokton
5:18 AM
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