Chi
della luna vede solo ciò che appare,
vorrà nel pozzo un cerchio,
forse una donna
o un lume lontano.

Chi
nella luna vede
la propria anima,
vorrà
l'intero universo
forse la sua luce
o un suo brandello.

Chi
della luna vorrà
la fantasia più ostile
e la luna c’è, lei,
rimarrà ferma, lontana.

PO[i]ESI(eS)

Last Updated:
Oct 12, 2008

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Sunday, July 20, 2008

IL MIO TRENO
Current mood: bitchy
Category: Writing and Poetry

Fiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Fischiava e sbuffava
le sue parole ascoltava

snodava i rimbalzi
su paralleli pensieri,
su file operose,
su schizzi moltiplicati dal nulla.

Fischiava il suo fare
corsivo e nervoso su rotaie con segni minuti,

provava a trovare,
a cercare,
a sostare.

Sentiva sostare.
Trottava
sbuffava trottava
sbuffava
trottava sbuffava
fischiava
sbuffava fischiava.

Gioiva, correva, correva

e, del tempo,
su rotaie senza storia ascoltava,
visioni parziali di soste,
frammenti di mete,
di partenze
come echi trascorsi in stazioni sperate...

CHE ILMIO TRENO TRAVOLGA OGNI COSA!














07:20 - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Saturday, December 31, 2005

Guarda questo evento: Tra parola e segno
Current mood: confused
Category: Life

Ospitato da: Francesco Pasca
Quando: 01 ago 2008, 21.00
Dove: Giardini di Villa Excelsa
circonvallazione
Sannicola (Lecce), Lecce|260
Italia
Descrizione:
Francesco Pasca

Per vedere l'evento clicca qui

17:00 - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

gioco dell’oca
Current mood: fascinated

dal diario di bordo del mio notebook



Idealmente, a quel tempo, mi trovavo al centro del presbiterio, smarrito, ed andavo con la mente al giorno in cui ero lì e a come, passo dopo passo, percorrevo, l'ampio spazio, con ammirazione e al contempo con la paura di smuovere quanto di più ordinato e pazientemente era stato lì collocato. I miei piedi, di fatto, calpestavano e avvertivo, perentoria, l'esigenza di affrettare il mio passo, togliermi dall'imbarazzo di quella "profanazione". Uscito dal presbiterio, al centro, notavo la presenza di Re Artù raffigurato in groppa ad un Ariete–Capra-Caprone, al suo pari ero anch'io inserito nel contesto del peccato originale con la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre. (Quella) contemporanea presenza, in quel luogo, mi faceva sentire consapevole e più rinfrancato. Subito dopo, lo spazio veniva scandito da sei arcate. Il tronco, come asse mediano, sembrava segnare un lungo e diritto sentiero da percorrere, con la possibilità-volontà-arbitrarietà, di imboccarne altrettanti per i quali e fra i quali era evidente la storia dell'uomo. L'ulteriore e immediato sviluppo veniva segnato dai mesi dell'anno, iconograficamente associati ai 16 anelli della cosmogenesi. Percorrendo, a ritroso, (il percorso) segnato e la navata centrale, in corrispondenza della terza arcata, vedevo il lavoro dell'uomo alla ricerca della sua salvezza con la costruzione dell'arca. Nello stesso spazio, a ridosso, era evidente l'inizio di un nuovo lavoro, quello della improbabile ascesa verso Dio con la costruzione della torre di Babele, quindi, con la quarta arcata, eccola delinearsi imponente e svettante.  Notavo che la torre veniva descritta dalla presenza di solerti maestranze intente ad erigerla ma anche (a) segnarla, (da) una scala traballante ed insicura. Intravedevo la prima delle «morti bianche» così come era lecito supporre in una società in cui l'unico scopo era quello di produrre-salire, produrre; produrre, ma, non determinare. Ammiravo la scelta di Pantaleone nell'essersi proiettato, linkato nel futuro con l'attualità di quella rappresentazione. Proseguivo, con a destra e a sinistra le penultime arcate, attirato da due eventi, rispettivamente lì appresso collocati. Sostavo alla ricerca di un orientamento che, un leone con quattro corpi mi segnava e mi suggeriva, quasi in asse con l'albero, un probabile percorso solare con i suoi opposti. Volgendo lo sguardo (a sinistra), poi, ecco Alessandro Magno con la (sua) raffigurazione, a ritroso del mio percorso, (della) sua ascesa. Sorrisi per questa non coincidenza. (Ora) le immagini che attiravano maggiormente la mia attenzione erano rappresentate, in fondo ed intorno, alla base all'albero.

(I) Sessantaquattro quadratini, alternati nel colore dal chiaro allo scuro, divenivano una scacchiera pronta per essere occupata dalle mie pedine. Quel simbolo dei Catari, (poi) successivamente adottato dai Templari, disegnava uno scenario da interpretare. Intravedevo un percorso, un gioco dell'oca per iniziati, ancora più affascinante perché era evidente l'eterna lotta del bene e del male...


17:00 - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Sunday, October 07, 2007

Segno errante
Current mood: blah


Segno errante,
su selciato
di tessere e marmo
ti vedo cercare,
sostare
ed accosti.
Accogli
sapere caldo di fuoco
d'alimento lento e costante
di delizie il dono.
Trovi
l'ora spento
ora l'innervato piacere
è come linfa di delizie
sottratto sei
con sapere di infinito cercare
e sei errante e folle
nel limitato spazio che s'offre.
Soave è il segno, donante
lento e legato
alla forma tonda dell'andare
ed il messaggio è pago
e poi
il tuo segno al mio
e ci vedi supini
sostare
e poi
vediamo nascere,
e poi vivere
prima di ricominciare.


(francesco)

09:00 - 1 Comments - 2 Kudos - Add Comment

Thursday, September 27, 2007

Se il Vecchio
Current mood: anxious

Da Vecchio.
Ieri clessidre segnavano il tempo.
Spesso granelli sottili fermavano il tempo, ma, la grande memoria ricorda
quel tempo,
quel vecchio.
Ieri meridiane segnavano il tempo.
Spesso il sole fermava quel tempo, ma, la grande memoria era pronta a ricordare quel tempo,
quel vecchio.
Ieri un vecchio, segnato dal tempo, ricorda a un giovane tempo che ha smarrito quel tempo...
"com'era bello quel giovane tempo".
Oggi è saggio quel vecchio,
quel tempo;
sa dove porta
quel vecchio.
Oggi non è giovane il tempo;
è vecchio come vecchio è quel tempo.
Il domani è già l'oggi, e, nel tempo, quel giovane tempo,
non avrà più quel vecchio.
Come è amaro quel tempo!!!
Ciao tempo.

(francesco)

11:00 - 1 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Sunday, September 24, 2006

un luogo dove i fiori nascono tra le mani e hanno semi che colorano di blu i nostri bisogni
Current mood: crazy

E narro


e scorro
su sovrapposta
immagine di te
in me

impressa


e narro
d'insieme in uno
più d'uno su frattale
mediana virtuale

di te
in me riflessa


e scorro
lento nel mio
tuo percorso
frappongo in te
desiderio reale
in me avvolto


e narro
solcando segni d'aria
e miti reali di me
e vicende virtuali
in te
percorsi


e scorro
narro
su caleidoscopio
rincorro
e narro.

(francesco)

17:00 - 0 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Sunday, September 16, 2007

SOFFIO
Current mood: weird

soffio

Alla luce di un soffio
ritagli del tuo viso
              sovrappongono
riflessi tremuli
              del mio guardare.

Dalle labbra
solo fili di fumo
come ricami di luce
              accendono
nuove voglie
              spengono
infinite luci
              avvolgono
più desideri.

Alla luce di un soffio
spirali di nebbie
              ritrovano
ricordi d'animo
              del tuo guardare.

(francesco)

06:13 - 4 Comments - 4 Kudos - Add Comment

Sunday, September 09, 2007

Il Luogo della Poesia
Current mood: nascosto

Rifugio


Luogo amato dal Vento
    uovo d'argento
deposto dalla Notte
    ordine e giustizia
bronzeo tamburo d'attenzione
    di oracoli
e Dea.

Fanete rivelatore
padre e madre
    di Terra
Cielo
    Sole e Luna.

Piega segreta di sacrificio.
Dubbio d'urto tra poteri
di maschio e femmina.
    Aria di terrore e amore
destrezza,
collera e lite.
    Natura d'Oceano
e Foce.

(Francesco Pasca)


17:00 - 1 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Thursday, May 24, 2007

Era Venezia

Era chiara Venezia
Era il mare le calli e i caffé
Era donna danzante
Era gli occhi di pastelli e di mare
Era il sole
Era Giugno e bruciava
Era riverberi e brezza
Era sguardo diverso
Era desiderio di sogno
Era riverbero di agili membra
Era capriccio di vento
Era quieta attesa dell'alba
Era gabbiano dal volo nervoso
Era chiaro cielo di sole

Non "Era" triste
Venezia.

(francesco)

08:03 - 4 Comments - 0 Kudos - Add Comment

Wednesday, May 23, 2007

Kiara

Dea senza tempo

Il vento ti porta lontano,
e scrivi
sedotta dal superfluo.
Nel tuo viaggio
continui a dimorare
nei luoghi
dove il tempo
simile ad acqua e anice,
ti spoglia.
E scrivi con parole
formate e ridotte
d' acqua
sollevata da onde,
dove la dea Ptah
realizzò,
con gli strumenti
della ragione,
la nuova creazione.
Fermo è il tempo, e, t'avvolge.

(francesco)

11:42 - 2 Comments - 0 Kudos - Add Comment


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